Decesso alla fabbrica De Wave La Procura: «Non è meningite»

Prosegue l’indagine per stabilire le cause dell’improvvisa morte di Marco Ariete ma l’autorità giudiziaria mette un punto: non ci sono evidenze del virus infettivo 
Bumbaca Gorizia 21.11.2018 Operazione GDF corruzione © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21.11.2018 Operazione GDF corruzione © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



«Non ci sono evidenze di meningite». Da Gorizia è il Procuratore capo Massimo Lia a far cessare l’allarme nella città del cantiere. A una settimana dall’improvviso decesso in fabbrica del 47enne Marco Ariete, operaio residente nel capoluogo isontino, che aveva spinto l’Azienda sanitaria a far scattare il protocollo ministeriale per meningite secondo «principio di massima precauzione», viene messo un primo punto dall’autorità giudiziaria sul caso che ha tenuto con il fiato sospeso per il rischio di contagio del presunto virus.

I primi esiti dell’esame autoptico effettuato lunedì mattina dal medico legale Ugo Da Broi di Udine dunque hanno convinto la magistratura, che comunque proseguirà con le indagini del caso a fronte di un decesso tanto fulmineo quanto repentino, senza tralasciare alcuna ipotesi, ad abbandonare questa pista nella ricerca delle cause della prematura scomparsa dell’uomo. Nessun commento invece dai vertici dell’Azienda sanitaria, che attendono la comunicazione ufficiale delle analisi di laboratorio sui tessuti del cadavere prima di escludere anche le forme più rare della malattia in questione. L’anatomopatologo incaricato ha novanta giorni di tempo per depositare la sua perizia.

Rientra pertanto, dopo le parole della Procura che ha assunto la regia del caso, il pericolo infettivo. Pur se la profilassi antibiotica preventiva cui i contatti stretti dell’uomo negli ultimi sette giorni erano stati sottoposti ha operato fin dall’inizio la sua funzione di “scudo”, inibendo possibili contagi. Il farmaco era stato somministrato a una ventina di persone (familiari e colleghi di lavoro), oltre agli operatori sanitari che lo scorso giovedì avevano preso in cura Ariete. L’uomo, che aveva lamentato mal di testa nei giorni precedenti, e sempre secondo quanto riferito dall’Aas 2 soffriva di problemi cardiaci, si era accasciato al suolo, in preda a convulsioni febbrili, durante il turno di lavoro alla De Wave srl, azienda di via Terza Armata presso la quale aveva preso servizio da un mese, assunto attraverso agenzia interinale. Subito i colleghi e la direzione si erano attivati per allertare i soccorsi. L’uomo, che non aveva più ripreso coscienza, era arrivato al San Polo alle 14.25 ed era deceduto circa due ore e mezza dopo, nel reparto di Terapia intensiva.

Ampio il cordoglio verso la famiglia del defunto da parte sindacale e degli operai. Secondo quanto riferito da Livio Menon, segretario provinciale Fiom, le rsu si sono attivate per una colletta tra i lavoratori da indirizzare ai parenti, mamma e fratelli. L’azienda si è impegnata a fare da ponte con i familiari, in considerazione che l’uomo lavorava da poco in quella realtà. Martedì, invece, i sindacati hanno avuto un incontro con la dirigenza della De Wave, che ha riferito degli ultimi fatti, confermando l’avvenuta sanificazione ambientale in funzione di possibile decontaminazione, peraltro non prescritta da protocollo sanitario.

È prevista infine domani alle 9.30 la benedizione della salma di Ariete all’obitorio dell’ospedale San Polo di Monfalcone, per quanti vorranno porgere l’ultimo saluto. Il feretro, su disposizione della famiglia, verrà successivamente cremato. —



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