Del Bello su automedica: «Classe politica da avvicendare»

La sberla dell’automedica ha lasciato tramortito il Pd locale, i cui rappresentanti in questi giorni non hanno fiatato. L’unico a intervenire, peraltro annunciando un ordine del giorno che «va...
Bumbaca Gorizia 03.10.2012 Motorizzazione, Del Bello Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 03.10.2012 Motorizzazione, Del Bello Fotografia di Pierluigi Bumbaca

La sberla dell’automedica ha lasciato tramortito il Pd locale, i cui rappresentanti in questi giorni non hanno fiatato. L’unico a intervenire, peraltro annunciando un ordine del giorno che «va controcorrente» e oggi sarà discusso nelle aule provinciali, è stato Fabio Del Bello, i cui toni, già ultimamente puntuti, si son fatti durissimi: «La vicenda dell’automedica, assieme alla transazione sull’amianto con Fincantieri, assume un valore di cifra simbolica: a) della pochezza degli amministratori locali, che è bene entrino nell’ottica dell’avvicendamento; b) della pochezza dei politici Isontini, vasi di coccio tra i bronzi triestini e friulani, e vien da chiedersi perché in Regione si tagli sulle essenziali automediche e si mantengano poi formidabili doppioni sanitari tra Trieste ed Udine». Stando a Del Bello, la spiegazione della scelta operata dai politici regionali sull’automedica «si rifà in primo luogo a una considerazione di carattere geografico: si ritiene che in riferimento all’Area Vasta che si estende dal Collio ad Aurisina e poi fino a Grado la località baricentrica sia Gorizia». «A questa spettacolare lacuna geografica - rimarca però il piddino - si accompagna una ancor più preoccupante amnesia: ovvero non si considera che ai bordi dell’angolo costiero da Grado a Sistiana sono concentrati un aeroporto, un porto, la maggior centrale termica regionale, le maggiori industrie pesanti, tra cui il primo cantiere navale nazionale e la Cartiera, e che d’estate c’è un’area balneare seconda in Regione solo a Lignano».

Fin qui il Pd. A sinistra parole forti sono invece giunte da Cristiana Morsolin, fra le prime a puntare il dito contro il piano regionale dell’Emergenza urgenza: «Non riesco a comprendere la scelta di eliminare l’automedica e non mi darò mai per vinta, continuando a monitorare da vicino la situazione. Chiaramente non si tratta più di una decisione tecnica, bensì politica. Tuttavia insisterò ancora e chiederò che la valutazione sui dati tenga conto del fatto che ci sarà un mezzo in meno sul territorio». (t.c.)

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