Delegazione dell’Anpi in trasferta a Marzabotto nel ricordo dei caduti
RONCHI. La tragedia della Seconda guerra mondiale è stata al centro del recente incontro tra le delegazioni dell'Anpi di Ronchi e di Marzabotto, città martire e simbolo della Resistenza, che così hanno rinsaldato un legame improntato alla memoria di un periodo storico drammatico per tutto il popolo italiano. Nei giorni scorsi si sono incontrati a Marzabotto, dopo aver fatto visita al monumento nazionale, dove è stata deposta una corona dell’Anpi ronchese, che ricorda la strage avvenuta ad opera dei nazifascisti nel 1944, protagonisti l'amministrazione comunale emiliana, guidata e rappresentata dal sindaco Romano Franchi, la locale sezione intitolata ad Amedeo Nerozzi, ultimo sindaco eletto democraticamente prima del ventennio fascista ed i suoi orrori, e la delegazione ronchese, con il gonfalone comunale, guidata dal segretario dell'Anpi, Gastone Martinuzzi, alla presenza dei consiglieri comunali Savio Cumin ed Enrico Masarà.
Nel portare, nella sala del consiglio comunale, il saluto della delegazione ronchese, Martinuzzi ha ricordato il sacrificio che centinaia di ronchesi hanno pagato in termini di deportazioni, era presente anche il deportato Mario Candotto, incarceramenti e uccisioni, per ridare al nostro Paese libertà e democrazia, valori che non possono essere in alcun modo venir meno. Presenti all’incontro anche il consigliere regionale Diego Moretti che, nel portare i saluti del presidente, Piero Mauro Zanin, ha consegnato al sindaco Franchi e all’Anpi di Marzabotto i sigilli del consiglio regionale e alcuni libri sul nostro territorio e Giorgio Nogherotto, presidente della sezione Anpi di Staranzano.
Furono 147 i ronchesi che caddero durante la guerra di Liberazione, ben più alto il numero di coloro che imbracciarono il fucile per "scacciare" le truppe nazifasciste. Ronchi, allora, aveva poco più di settemila abitanti e furono 168 gli internati nei lager. A Ronchi si formò quella che sarà in assoluto la prima formazione partigiana in Italia, la brigata Proletaria, formata in larga parte da operai del cantiere navale, contadini, lavoratori. Un gruppo di uomini che decise di intraprendere la lotta armata contro la dominazione nazifascista che mieterà ancora tante vittime. Anche per questo motivo, nel 1993, la città è stata decorata con la medaglia d'argento al valor militare. —
Lu.Pe.
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