Delitto di Bicinicco, c’è la sentenza: condannata a 25 anni Silvia Comello
Vittima dell’omicidio Stefano Iurigh, 43 anni: il pubblico ministero aveva chiesto per la donna la condanna all’ergastolo

Venticinque anni di reclusione. È la condanna inflitta dalla Corte d’assise per il delitto di Bicinicco, l’omicidio di Stefano Iurigh, 43 anni, avvenuto il 4 maggio 2024 nella sua abitazione.
Sul banco degli imputati Silvia Comello, 45 anni. Il pubblico ministero Andrea Gondolo, al termine di una requisitoria durata poco più di un’ora, aveva chiesto l’ergastolo, ritenendo la donna pienamente imputabile per omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere.
L’omicidio si era consumato nel pomeriggio del 4 maggio 2024. I due si erano conosciuti quella stessa mattina al Sert e avevano deciso di consumare insieme la droga acquistata poco prima. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, Comello avrebbe colpito Iurigh al volto con diverse lame e, successivamente, infierito sul corpo versando acido muriatico e tentando di appiccare il fuoco con uno spray insetticida e un accendino.
La requisitoria del pm
Durante la sua requisitoria, il pm ha parlato di “dolo d’impeto” per contestualizzare il gesto della 45enne: Comello aveva deciso di commettere il reato all’improvviso, dopo essersi sentita presa in giro dalla vittima, il 43enne Stefano Iurigh, rispetto alla qualità della cocaina acquistata poco prima con i suoi soldi.
Nel corso della discussione davanti alla Corte d’assise presieduta da Carla Missera, Gondolo ha chiesto anche il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà, della minorata difesa (per il pm Iurigh era ancora vivo quando Comello l’ha colpito) e dei futili motivi.
«Vi invito a decidere – ha detto il pm rivolgendosi alla Corte – guardando agli elementi presenti sulla scena del crimine e a quanto raccontato direttamente dalla stessa imputata. Non ha evidenziato alcuno scostamento dalla realtà, avendo ricostruito tutto in maniera lineare, senza buchi. Quindi, a parere della Procura, è perfettamente capace di intendere e di volere, e per questa ragione è imputabile».
Ha condiviso le conclusioni del pm l’avvocato di parte civile, Elisa Puntil, che rappresenta la figlia minore della vittima. Per il danno morale e patrimoniale subito con la morte del padre ha chiesto un risarcimento di 200mila euro.
Attesa sempre per la giornata di giovedì 26 febbraio l’arringa del difensore di Comello, Irene Lenarduzzi, che punterà alla non imputabilità della sua assistita. A seguire ci sarà la sentenza. L’omicidio si era verificato nel pomeriggio del 4 maggio 2024 nell’abitazione di Bicinicco di Iurigh.
Qui i due avevano deciso di consumare della droga acquistata poco prima dopo essersi conosciuti quella mattina al Sert.
Comello aveva colpito al volto la vittima utilizzando 14 lame diverse, infierendo sul cadavere gettando sulla testa acido muriatico e tentando di dargli fuoco utilizzando un flacone di spray insetticida e un accendino.
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