Delitto di Lignano, Reiver alla sbarra in videoconferenza

È una soluzione possibile se le autorità cubane negheranno l’estradizione al giovane accusato dell’omicidio di Lignano
Di Luana De Francisco
Laborde Reiver Rico, 24 anni, fratello di Lisandra Aguila Rico, la ragazza che ha confessato il duplice omicidio di Lignano ed ?? stata arrestata.in un'immagine tratta dal profilo facebook, Lignano, 17 settembre 2012. ANSA/FACEBOOK
Laborde Reiver Rico, 24 anni, fratello di Lisandra Aguila Rico, la ragazza che ha confessato il duplice omicidio di Lignano ed ?? stata arrestata.in un'immagine tratta dal profilo facebook, Lignano, 17 settembre 2012. ANSA/FACEBOOK

LIGNANO. Trascinare Reiver Laborde Rico nel vivo del processo italiano attraverso una videoconferenza. L’idea, discussa nei giorni scorsi dagli investigatori, per il momento è soltanto un’ipotesi, ma considerata l’incertezza generale che ancora aleggia sul destino giudiziario del 24enne cubano detenuto nel carcere dell’Avana con l’accusa di avere ucciso, in concorso con la sorella Lisandra, 21 anni, i coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgato, nulla esclude che dalle parole si passi in breve ai fatti. Ossia, alla richiesta ufficiale di mettere l’imputato nelle condizioni di partecipare al processo che la Procura di Udine intende in ogni caso celebrare a carico di entrambi i fratelli davanti al tribunale del capoluogo friulano.

Qualcosa di molto simile, insomma, al caso di Danilo Restivo. Che, già condannato in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps, ma ancora detenuto in Inghilterra per scontare l’ergastolo per un altro delitto, il 29 gennaio potrà presentarsi davanti ai giudici d’appello soltanto in videoconferenza. Analogamente, a condizionare la partecipazione diretta di Reiver allo svolgimento del processo, oltre al rifiuto di Cuba alla richiesta di estradizione opposto alle autorità italiane, potrebbe essere il legittimo impedimento rappresentato dalla detenzione preventiva cui si trova sottoposto dal 29 settembre scorso. Un ostacolo peraltro sufficiente a far rinviare all’infinito le udienze.

A meno che “Tyson” non decida di dichiarare la rinuncia a comparire. Ipotesi verosimile, ma poco conveniente allo stesso imputato, considerata l’intenzione dell’Avana di celebrare a sua volta, entro giugno, un processo che, stando alle normative locali, potrebbe concludersi addirittura con la sua condanna a morte.

A muoversi per lui, intanto, è il suo difensore d’ufficio italiano, l’avvocato udinese Marco Florit. A Cuba, la settimana scorsa, nell’interrogatorio durante il quale Rei aveva attribuito la materialità di entrambi gli omicidi alla sorella Lisandra, era stato un legale locale ad affiancarlo. Ma è qui, in Friuli, dove la Procura è in procinto di chiudere l’inchiesta, che il presunto killer necessita di un’assistenza legale. Senza una procura speciale, tuttavia, l’avvocato - d’ufficio o di fiducia che sia - ha ben pochi margini di manovra, specie qualora si dovesse procedere alla richiesta di riti alternativi. Da qui, i contatti avviati nei giorni scorsi dall’avvocato Florit con il console cubano in Italia, per affrontare la questione relativa alla procura speciale, e con il pm Claudia Danelon, per sollecitare il deposito del verbale e del filmato dell’interrogatorio, oltre che della rogatoria che lo ha preceduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo