Demanio in visita alla scuola Šcek: giallo in Consiglio

Il sopralluogo ignoto alla giunta di duino aurisina 
U.sa.
Lasorte Trieste 09/09/09 - Aurisina, Scuola Elementare, Italiana G.Carducci, Slovena Virgil Šček
Lasorte Trieste 09/09/09 - Aurisina, Scuola Elementare, Italiana G.Carducci, Slovena Virgil Šček

DUINO AURISINA

«La scuola “Virgil Šcek” si può ristrutturare». È questo il parere che sarebbe stato espresso da due tecnici del Demanio, proprietario dell’edificio che ospita dal dopoguerra la scuola con lingua d’insegnamento slovena di Aurisina, al termine di un recente sopralluogo che ieri è diventato oggetto di un “giallo” nel corso della seduta del Consiglio comunale di Duino Aurisina. Di tale visita ha infatti riferito l’esponente dell’opposizione Marisa Skerk (Pd), suscitando la totale sorpresa del sindaco Daniela Pallotta e dell’assessore ai Lavori Pubblici Lorenzo Pipan i quali, interrogati in proposito, hanno dichiarato di «non aver saputo nulla di questo sopralluogo». Inevitabile l’imbarazzo che ne è seguito, anche perché Skerk ha ribadito di essere «assolutamente certa» sia «dell’ufficialità del sopralluogo, al quale ha peraltro partecipato anche un dipendente del Comune che si occupa della materia», sia del responso fornito dai due operatori del Demanio: «Hanno confermato che l’edificio può essere salvato». Come si ricorderà, sul futuro della “Šcek” si discute, e animatamente, da tempo. L’amministrazione insiste sulla necessità di abbandonare l’edificio e di costruirne uno nuovo, in un’area già individuata a 800 metri, per accogliervi anche classi con lingua d’insegnamento italiana appartenenti alla “Pascoli”.

«Realizzando questo progetto – ha più volte sottolineato Pallotta – si andrebbe a spendere meno di una ristrutturazione del vecchio edificio e si doterebbe il Comune di un nuovo e moderno polo scolastico». «La “Šcek” è un simbolo – ha ribattuto in ogni occasione utile il consigliere Igor Gabrovec (Insieme), portavoce di quanti vorrebbero il recupero della vecchia scuola – ed è tutto da dimostrare che costruire un nuovo edifico costi meno della ristrutturazione della “Šcek”. Senza dimenticare che un nuovo polo scolastico significherebbe ulteriore sottrazione di aree verdi».—u.sa.

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