Demanio “invaso”, sequestrate sdraio e palme

Sono bastati alla famiglia Fari pochi centimetri, circa 50, di un errore ancora da appurare pienamente, per vedersi sequestrare quattro palme e altrettante sdraio con relativi ombrelloni al “Castigo”, il nuovo ritrovo gestito nella Baia di Sistiana, sotto le Falesie. A ciò si aggiunge una denuncia penale per occupazione di suolo demaniale.
«Rispettiamo il rigore della magistratura inquirente - osserva Sergio Fari, legale rappresentante dell’azienda di gestione, la Srs - e dei funzionari preposti, nondimeno siamo colti da un certo rammarico per l’aggressività dimostrata e per gli strumenti di verifica usati». L’altro giorno in spiaggia si sono presentati uomini della Capitaneria di porto con un funzionario dell’Agenzia delle entrate: la contestazione riguardava appunto alcune attrezzature balneari che, per 50 centimetri circa, sarebbero ricadute in area demaniale, così come quattro palme ornamentali. Dopo una verifica effettuata con metro a cordicella, l’ufficiale di polizia giudiziaria della Capitaneria ha disposto il sequestro, poiché le sdraio “sbordavano” in “territorio pubblico”. «E dire a proposito di pubblico - commenta il manager - che l’area in questione è ridicola sia in termini assoluti sia considerando che la mia famiglia nella Baia di Sistiana, in un’area di 50 mila metri quadrati di suolo privato, pone per uso pubblico per parcheggio a pagamento una quota, ben 20 mila metri li dona alla fruizione pubblica gratuita per uso di spiaggia». Un avvallamento della spiaggia, con uno sbalzo piuttosto pronunciato avrebbe (il condizionale è d’obbligo fino alle richieste misurazioni satellitari, più precise, che saranno presto effettuate) tratto in inganno i titolari della Srs.
Nel frattempo al “Castigo” di fronte al mare sono state riposizionate altre quattro palme, ancora più frondose.—
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