Di Pietro accelera, vertice sulla terza corsia

Oggi a Roma convocati Autovie, Anas e Rfi. Sul tavolo i nodi del tracciato e il commissario
TRIESTE
Una missione che da oggi potrebbe non essere più «impossibile»: la realizzazione della terza corsia è il motivo dell’incontro convocato questa mattina a Roma, al ministero delle Infrastrutture, dal gabinetto di Antonio Di Pietro. L’appuntamento si preannuncia tecnico più che politico – sono stati invitati i vertici di Autovie venete, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci e l’amministratore delegato di Rfi Michele Elia, ma non le Regioni – ed è orientato a velocizzare l’allargamento dell’autostrada A4 Trieste-Venezia.


La convocazione è arrivata martedì pomeriggio, segno che il confronto è urgente e che potrebbe portare a un'accelerazione dell’iter necessario all’avvio del cantiere più importante del sistema stradale nordestino. L’ordine del giorno della convocazione parla genericamente di terza corsia ma è chiaro che, oltre a fare lo stato dell’arte, le parti affronteranno l’ipotesi che il governo nomini un commissario straordinario ad acta per la A4. La richiesta ufficiale, avanzata dai presidenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia Giancarlo Galan e Riccardo Illy, è già sul tavolo della presidenza del Consiglio da una decina di giorni, ma non può certo bypassare la volontà del ministro. Al titolare delle Infrastrutture spetta sostenere la scelta in Consiglio dei Ministri dove, senza un consenso trasversale, potrebbe anche non approdare mai. Che Di Pietro non sia un grande sostenitore della figura del commissario straordinario non è mistero, lui stesso l’ha detto più volte e in modo esplicito nelle settimane scorse, aggiungendo però che non ha intenzione di fare barricate contro le Regioni. Il punto di partenza, però, secondo il ministro è un altro: l’intesa (che, oggi, nella sostanza non c’è) tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sul tracciato della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità, intesa dalla quale dipende anche il futuro della terza corsia. Su questo punto potrebbe articolarsi il vertice di oggi che riunirà al tavolo del ministero proprio i tecnici: Autovie, Anas e Rete ferroviaria italiana. La Regione Friuli Venezia Giulia, proprio in queste settimane, sta portando avanti con le popolazioni locali la discussione sul tracciato Tav.


Rfi ha già elaborato una progettazione preliminare sul tratto del Friuli Venezia Giulia (Portogruaro-Villesse) e per il 70 per cento sarebbe previsto l’affiancamento tra ferrovia ed autostrada. Qualora, però, il Veneto rinunciasse al parallelismo (un primo passo è stato fatto con doppia delibera) nel tratto di sua competenza e puntasse ad avvicinare la rete ferroviaria verso la costa, questo comporterebbe una modifica sostanziale del tracciato friulano e quindi andrebbe ad incidere anche sulla terza corsia. L’esito della discussione odierna, quindi, diventa doppiamente importante. Per quel che riguarda Autovie, parteciperanno all’incontro con il ministro, l’amministratore delegato Pietro Del Fabbro e il direttore operativo Riccardo Riccardi, in quanto il presidente Giorgio Santuz sarà all’estero. Da oltre un mese, infatti, era stato fissato proprio per mercoledì 4 e giovedì 5 un summit operativo con il presidente e lo staff tecnico della Dars, la concessionaria slovena che sta completando una serie di opere stradali strategiche per la realizzazione del Corridoio V.


«Un appuntamento – ha spiegato Santuz – fissato oltre un mese fa, al quale non posso mancare e che non riusciamo nemmeno a posticipare, visti i tempi ristretti della convocazione romana». Soddisfatto per l’invito ricevuto da Di Pietro, il presidente di Autovie ha sottolineato come «il pressing che tutto il sistema del Friuli Venezia Giulia ha sviluppato in questi mesi, dal presidente della Regione ai parlamentari e agli assessori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dai rappresentanti delle categorie produttive sino ai media, si sia rivelato determinante per far comprendere, a Roma, quanto vitale sia, per tutto il Paese, il sistema viario del Friuli Venezia Giulia».


Martina Milia

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