Dietrofront, via l’Irpef e Tasi all’1,5 per mille

Arriva un milione dalla Regione e questo consente al Comune di dimezzare il carico fiscale. Romoli: «Sono felice: Gorizia si conferma città a bassa intensità di tassazione»
Di Francesco Fain

Introdotta e poi revocata. L’Irpef comunale è rimasta in vigore... 25 giorni. Un record di velocità. Ma, fortunatamente, non ha avuto effetti concreti e tangibili per il contribuente che non ha dovuto sborsare nemmeno un centesimo per onorarne il pagamento.

Sì, l’imposta comunale sul reddito delle persone fisiche non verrà più applicata. C’è il dietrofront. Il primo giugno scorso, l’amministrazione comunale aveva deciso di introdurla all’1 per mille. La causa di questa (sgradita) novità? Lo Stato. «Sì, lo Stato ci chiede 3.677.070 euro come extra gettito Imu corrispondente al fondo di solidarietà. Significa che sono 2.424.000 euro in più rispetto allo scorso anno quando fummo già costretti a “regalare” a Roma 1.253.000 euro. Di fronte a queste cifre, non potevamo fare diversamente e abbiamo applicato l’Irpef, dopo 3 anni in cui tale imposta era equivalente allo zero. Va detto che l’abbiamo contenuta al massimo», disse allòra il primo cittadino. Non solo. Annunciò, per lo stesso motivo, l’introduzione della Tasi sulla prima casa al 2 per mille. «L’abbiamo dovuto fare. Non avevamo alternative. Ci pesa tantissimo», le frasi scandite dallo stesso sindaco in conferenza stampa.

Poi, però, si era registrata un’importante novità. La Regione aveva sbloccato i trasferimenti alle Province e ai Comuni del Friuli Venezia Giulia che erano fermi per il Patto di stabilità: non tutti e 71,9 milioni ma 42 che erano stati suddivisi fra tutti i Comuni della regione e fra le quattro Province. «Ebbene: Gorizia ha ottenuto poco più di un milione: 1.020.000 euro, per la precisione - annuncia visibilmente soddisfatto Ettore Romoli -. Questo ci consentirà di abbassare notevolmente il carico tributario sui nostri cittadini. L’altra sera si è svolta una riunione di maggioranza e, assieme ai capigruppo, abbiamo deciso sostanzialmente due cose: verrà tolta l’Irpef mentre la Tasi, originariamente fissata al 2 per mille, passerà all’1,5 mantenendo tutte le fasce di detrazione in favore delle famiglie più in difficoltà. Pertanto, chi ha una rendita catastale da 0 a 315 euro avrà una detrazione di 75 euro, la fascia da 315,01 a 370 euro “varrà” una detrazione di 55 euro, quella da 370,01 a 440 porterà un vantaggio di 30 euro. Niente detrazioni per chi ha una rendita oltre i 440 euro. Si tratta, secondo il mio parere, di provvedimenti importanti: Gorizia si conferma città a bassa intensità di tassazione. Siamo ancora una volta fra i pochi Comuni in Italia, se non l’unico, a non applicare l’addizionale Irpef».

Qualcuno, però, potrebbe dire: facile abbassare le tasse con i soldi della Regione. «E qui vi sbagliate: quei fondi non appartengono alla Regione - taglia corto Romoli - ma sono parte integrante dei trasferimenti relativi ai tributi erariali che, per legge regionale, devono andare alle autonomie locali. Quindi, non c’è alcuna particolare benevolenza ma è un atto dovuto. Peraltro, se la giunta regionale fosse stata più generosa e avesse stanziato tutti i fondi a disposizione, avremo cancellato la Tasi nella sua interezza». Ma, tecnicamente, quali saranno i prossimi passaggi che porteranno alla cancellazione dell’Irpef e all’abbassamento della Tasi? La maggioranza, attraverso i capigruppo, presenterà un emendamento in consiglio comunale. «Ringrazio la maggioranza che ha dato ulteriore dimostrazione di compattezza, decidendo di adottare questa soluzione».

E l’assessore comunale al Bilancio, Guido Germano Pettarin? Che dice? «Non posso che confermare, ovviamente, quanto detto dal sindaco: l’Irpef verrà cancellata e la Tasi passerà dal 2 all’1,5 per mille. Il Comune di Gorizia, considerati gli spazi di manovra ridotti al lumicino, è riuscito a fare un grande lavoro. Semmai, non si è sbollita la mia rabbia nei confronti del Governo: è vergognoso - ribadisce l’assessore comunale - che i Comuni virtuosi come il nostro siano costretti a tassare i propri cittadini solo per coprire le spese di Roma e di quei Comuni che si coprono di debiti ma vengono salvati da leggi speciali. Non mi arrenderò mai a questo fatto».

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