«Dimensione localistica e senza Terme. Il Parco del Carsico va rivisto»

Approda in Consiglio la variante numero 1 al Parco comunale del Carso, istituito nel 2014, dopo sei anni di lunga preparazione. E il Pd, con Fabio Delbello, nel documento intravede due limiti: una dimensione troppo “municipale” che non rende giustizia all’essenza di quel territorio e l’esclusione dellte Terme romane dal suo perimento, «unico esempio, a livello mondiale, di fonte inserita in siffatta area». «Poiché quest’entità monfalconese – sottolinea il dem –, che è l’unico parco che abbraccia tutto un territorio comunale nel versante italiano, si è sviluppata parallelamente alla più ampia iniziativa realizzata dalle due province di Trieste e di Gorizia, e conclusa dalla Regione assieme ai Comuni carsici sloveni, ovvero al Geoparco del Carso classico istituito nel 2015, il Pd ritiene che il Parco monfalconese debba essere connotato da due aspetti basilari e irrinunciabili. Il primo è la dimensione euroregionale e non meramente municipale del Carso monfalconese inteso come porzione meridionale del Carso Isontino, a sua volta è il sottoinsieme nordoccidentale del Geoparco del Carso Classico di circa 700 km² tra Italia e Slovenia». «Il secondo – prosegue – è la perimetrazione delle nuoveTerme Romane nel Parco perché sono le uniche terme carsiche sempre su scala planetaria, altresì fonti archeologiche perché, seppur con lunghe interruzioni in epoca medievale soprattutto ed in parte minore contemporanea, hanno 2100 anni di storia». «Un tanto – conclude – non appare nel piano attuale e ciò costituisce una gravissima lacuna alla quale tuttavia si può rimediare: il Pd pertanto assieme all’opposizione presenterà un emendamento alla delibera, integrativo al piano costitutivo del Parco stesso che comunque consacra, dopo due devastanti guerre dell’epoca storica dei nazionalismi e ideologismi, il Carso come un parco kantianamente inteso della “pace perpetua”». –
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