Dipiazza: nuova viabilità entro giugno 2008

Gli assessori di An: «Inviamo la bozza Camus alle categorie e aspettiamo la risposta, non c’è fretta»
«Prenderemo in mano questo benedetto Piano del traffico, tireremo fuori cosa c’è di buono ed entro giugno 2008 Trieste potrà contare sulla nuova viabilità cittadina». Parola del sindaco Roberto Dipiazza, che ieri mattina si è soffermato sulla delicata questione in giunta, assieme agli assessori (assente solo Franco Bandelli, in vacanza). Adesso c’è una data precisa per la rivoluzione del traffico, appena dieci mesi per risolvere tutte le problematiche: dalle scelte definitive al reperimento delle risorse. «Applicare un simile piano comporta dei costi che dovremo mettere a bilancio (una stima degli uffici parla di 3 milioni di euro, ndr)», dice Dipiazza pensando alla nuova segnaletica, ai semafori da installare...


Già, ma dove visto che la bozza Camus è solo una base di partenza. Accanto alla data e il piano economico, il primo cittadino assicura che «l’asse Torrebianca-San Francesco in salita non si farà mai, come il corso Italia non diventerà pedonale». Paletti fissati da Dipiazza, che ricorda la nuova viabilità sulle Rive e in Largo Barriera, successive alla bozza Camus e capaci di «risolvere molti problemi, decongestionando il traffico». Accanto alle indicazioni della politica, senza dimenticare il parere decisivo del Consiglio comunale, arriveranno quelle dei cittadini (associazioni, comitati...). Il dilemma è l’ordine di ascolto per arrivare a un «piano condiviso».


Secondo gli assessori di An, capitanati dal vicesindaco Paris Lippi, il calendario dovrebbe essere il seguente: «Bozza Camus da inviare a categorie e circoscrizioni - spiega - con richiesta di parere, seguita dal giudizio della giunta. Un mese in più o in meno non fa differenza». Un percorso chiesto esplicitamente da Lippi al primo cittadino e all’assessore competente in materia Maurizio Bucci. Senza mettere al momento dei paletti, anche se è risaputo che An non fa il tifo per corso Italia pedonale. Anzi, il tema è stato motivo di attrito con gli alleati di Forza Italia. «Abbiamo davanti due strade: proporre la soluzione Camus alle categorie e sentire le loro opinioni, oppure esternare prima le modifiche», dice il forzista Bucci. Prendendo tempo, ma indicando la strada di una città «a misura di pedone sul modello Graz, perché questo ci domandano i cittadini».


Una posizione condivisa dal collega di giunta e di partito Paolo Rovis, che sposa senza mezzi termini la pedonalizzazione di corso Italia. Ma a tale proposito dovrà vedersela con Dipiazza. «Le città stanno andando verso l’estensione delle aree pedonali e l’aumento delle corsie destinate al trasporto pubblico. Tutte caratteristiche che trovano soddisfazione - dice Rovis - in questa bozza coraggiosa, però bisognerà trovare una sintesi». Una mediazioni tra le parti, dalla giunta al Consiglio passando per i cittadini, che anche l’assessore Giorgio Rossi, espressione della Lista Dipiazza, auspica senza troppi peli sulla lingua. «L’estensione delle aree pedonabili deve essere definita, perché tutti le vogliono a parole però... Bisogna poi affrontare seriamente il problema del trasporto pubblico - dice - affossato dalle due ruote. C’è qualcosa che non va, bisogna capire come razionalizzare la rete».

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