Dipiazza “re” delle preferenze in città
TRIESTE. Ha portato oltre cinquemilasettecento mattoncini alla causa di Renzo Tondo. E se la costruzione del bis consecutivo (e tris in termini assoluti) del presidente uscente carnico non è riuscita, certo le cause vanno ricercate altrove perché l’apporto di Roberto Dipiazza non è certo mancato. L’ex primo cittadino di Trieste (per due mandati dal 2001 al 2011) e di Muggia chiude infatti la tornata elettorale delle regionali 2013 con un successo personale. Con Tondo e la sua coalizione di centrodestra sconfitti di misura, Dipiazza prende atto - numeri alla mano - di aver superato quello che lui stesso aveva lasciato intendere di ritenere un “test” a lunga gittata. Lunga sino al 2016, anno delle amministrative per il Comune di Trieste. Che resta sempre nei suoi pensieri. Con 5.768 preferenze personali, Roberto Dipiazza è stato il più votato fra i candidati consiglieri nella provincia di Trieste. «Un risultato incredibile - gongola l’ex sindaco -, veramente una soddisfazione per me. Evidentemente a Trieste e in provincia mi vogliono bene. Ringrazio gli elettori della loro fiducia. Ora penserò a ripagarli con il mio lavoro».
Per Dipiazza si schiudono le porte del palazzo di piazza Oberdan, all’opposizione. «Il Consiglio regionale? Comincerà una nuova situazione per me - osserva -, sarà un’esperienza positiva dopo i 15 anni passati da sindaco». E i quasi due, successivi all’elezione di Roberto Cosolini al vertice del Comune di Trieste a fine maggio del 2011, da consigliere comunale a palazzo Cheba.
Felice a livello personale sì. Ma nel contempo amareggiato per la sconfitta del “suo” candidato presidente: «Mi spiace per Tondo - dice Dipiazza -... Ma i grillini e la sinistra si sono portati via trecentomila voti. Questa è la realtà e dobbiamo tenerne conto. L’astensionismo ha fatto il resto». E Franco Bandelli e Un’Altra Regione, in riferimento a consensi “tolti” al centrodestra guidato da Tondo, hanno a loro volta influito. Ma il tema, per Dipiazza, continua a essere indigesto dopo le frizioni triestine con il suo ex delfino: «Non commento».
Si accennava al “test”: «Be’, questo è un risultato molto buono, foriero di buone prospettive per il 2016 - ammette Dipiazza -. Ora dobbiamo sederci tutti attorno a un tavolo e ricostruire il centrodestra, questo è uno dei motivi per cui mi sono candidato. La motivazione primaria». Un ultimo passaggio sul riscontro centrato da Autonomia responsabile: «Ha fatto bene come la lista civica Dipiazza a sostegno della mia candidatura a sindaco contro Rosato nel 2006». (m.u.)
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