Dipiazza, ultimatum allo stabilimento Provincia: nessuno pensa alla chiusura
Il sindaco Roberto Dipiazza intima alla Servola spa di «attivarsi immediatamente per riportare, nei limiti di legge, le emissioni inquinanti della Ferriera». L’ordinanza firmata ieri mattina dal primo cittadino (con riferimento in particolare alle polveri sottili pm10 e al benzene) segue il pronunciamento dell’Azienda sanitaria in merito alla relazione dell’Arpa sullo sforamento dei valori di legge registrati nel corso del 2006 e 2007.
Un’analisi sanitaria consegnata in piazza Unità l’altro ieri, dopo quella scientifica, che sottolinea gli effetti dannosi sulla salute delle polveri sottili (sull’apparato respiratorio e cardiovascolare) e del benzene (patologie di tipo leucemico). Sulle pm10 si ritiene, scrive il direttore generale Franco Rotelli, che la «componente attribuibile alla Lucchini rappresenti la principale fonte di inquinamento, nella zona limitrofa allo stabilimento e che possa rappresentare rischi per la salute e l’ambiente». Secondo l’Ass anche l’inquinamento da benzene risulta «estremamente allarmante», ma si rileva che «può derivare anche da altre fonti quali il traffico veicolare». «Prima si parlava solo di imbrattamento, venivano multati con poche migliaia di euro.
Adesso abbiamo la certificazione dell’Azienda sanitaria», dice Dipiazza. Al suo fianco l’assessore Maurizio Bucci e l’ingegner Gianfranco Caputi, responsabile del servizio ambiente in Comune, spalleggiano il sindaco nell’esposizione di un provvedimento giudicato una sorta di «spartiacque» per l’amministrazione comunale. «Adesso non si gioca più», dice Bucci dando anche una stoccata a chi «in piazza usa il megafono prendendo in giro la gente». Ma cosa significa quel non si gioca più? Davanti ai dati dell’Arpa e l’analisi dell’Ass, secondo il Comune, la Provincia (nell’ambito delle attribuzioni demandate dall’articolo 9 della legge regionale 24 del 2006 e degli articoli 278 e 279 del decreto legislativo 152 del 2006) «in qualità di soggetto preposto all’attività di controllo sulle emissioni in atmosfera dell’impianto» alla semplice diffida deve far seguire, se gli sforamenti proseguiranno, la sospensione dell’attività oppure la revoca. I tre provvedimenti indicati dalla legge.
Tutto chiaro? Mica tanto, almeno ascoltando l’altra campana, quella di palazzo Galatti. «Dallo scorso gennaio come Provincia dobbiamo controllare - replica Ondina Barduzzi, assessore con delega all’Ambiente - che la Ferriera stia dentro alle autorizzazioni ricevute in merito ai camini. A me risulta che non hanno sforato quel tipo di limiti, i dati dell’Arpa si riferiscono alle emissioni diffuse e prima di attribuirle alla Ferriera bisogna provarlo». La Provincia, insomma, non è intenzionata a prendere alcun provvedimento. «Non saremo di certo noi a poter fare un’ordinanza, basti pensare alla vicenda dell’inceneritore: è stata la Procura a metterlo sotto sequestro», ribadisce Barduzzi.
E aggiunge, bacchettando il primo cittadino: «Se effettivamente c’è, come dice il sindaco, un problema di salute pubblica allora chiuda la Ferriera. È l’unico titolato a farlo, assieme alla Procura, mentre la nostra ordinanza - sostiene - sarebbe annullata dopo un paio di giorni dal Tar».
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