Disperse in mare le ceneri dell’artista dei delfini

Sara rispettata la volontà di Michele Piva, autore dell’opera in acciaio. Il rito il 6 luglio

È deceduto l’artista Michele Piva, lo scorso mese a Udine, uno dei due artefici dei delfini in acciaio che stazionano in mare, davanti alla passeggiata, all’altezza dello Zipser. Proprio in mare aperto, davanti a Grado, sabato 6 luglio alle 12.30 la moglie dell’artista esaurirà il desiderio espresso dal congiunto prima di morire, quello di disperdere le sue ceneri oggi custodite dalla figlia che risiede a Trieste.

Ferdinando Marchioro ha avuto l’idea di realizzare quei delfini donandoli a Grado, realizzando altresì il primo bozzetto nonché studiando e facendo costruire, sempre a sue spese, anche il meccanismo a pistone che consente di poter sempre ammirare l’opera, con qualsiasi condizione di marea.

Michele Piva aveva 81 anni e da 6 anni, ricorda la moglie Franca Candotti, lottava contro una rara malattia. Nato a Fiume da famiglia friulana (da anni risiedeva a Udine), ha sempre amato Grado. Qui non ci sono solo i delfini che tutti ammirano, ma anche altre sculture in ferro che si trovano in quello che si chiamava Giardino Adriatico e che proprio anche per questo nome aveva ispirato le sue opere. Dal disegno alla pittura, alle sculture per arrivare al suo più grande capolavoro, un insieme di opere sui Lager che per primo, tanti anni fa, ammirò Amintore Fanfani che ospitatò la collezione al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Opere che, finite in magazzino, sono state recentemente riportate alla luce ed esposte a Udine, in occasione della Giornata della memoria.

Di Michele Piva hanno scritto in molti, come Riccardo Bacchelli; una poesia gliel’ha pure dedicata Eugenio Montale.

La dispersione in mare delle ceneri di Michele Piva fa ovviamente notizia, poiché è la seconda volta che capita a Grado. Per il futuro si prevedono sicuramente altre cerimonie simili. Infatti, in un apposito registro custodito in Comune, numerosi gradesi – anche non residenti – hanno chiesto, oggi che la legge lo consente, che alla loro morte le loro ceneri vengano disperse in mare davanti a Grado.(an.bo.)

Riproduzione riservata © Il Piccolo