Dissequestro per la Polese indagata sui dragaggi

Il Tribunale del riesame accoglie la richiesta del difensore Buttignol: bloccati beni solo per un decimo (87 mila euro)
Bonaventura Monfalcone-18.06.2014 Incontro sul dragaggio-Villaggio del pescatore e Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-18.06.2014 Incontro sul dragaggio-Villaggio del pescatore e Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Il Tribunale del riesame di Gorizia ha deciso il dissequestro del 90% dei beni della Polese di Sacile, indagata assieme ad altri soggetti dopo i dragaggi di manutenzione del canale di accesso al porto di Monfalcone, mantenendo solo un decimo come garanzia in vista di un possibile processo. Il sequestro deciso dalla procura era pari all’importo dei lavori di scavo, 877 mila euro, ora sono vincolati beni per circa 87 mila euro.

Il Tribunale del riesame ha accolto la richiesta avanzata dal difensore della Polese, Valter Buttignol. «Questa decisione del Tribunale consente alla Polese di affrontare con maggire serenità la situazione - spiega lo stesso avvocato - aspettiamo ora le motivazioni della sentenza e la prosecuzione della vicenda giudiziaria». A causa del sequestro la Polese è stata costretta ad avviare una procedura di concordato, l’anticamera del fallimento. Ora bisognerà vedere anche come si evolverà la situazione su questo fronte. «L’azienda comunque ha ottenuto la fiducia da parte del 72% dei creditori, ed è già molto» fa sapere Buttignol. Lo stesso avvocato aveva spiegato in udienza a Gorizia, durante il processo per il riesame, che la Polese si era limitata a a eseguire i lavori di un appalto legittimamente vinto e pagato al termine delle opere e che non era compito suo curarsi delle autorizzazioni. La Polese con altri sette soggetti è accusata di attività illecita di rifiuti costituiti da fanghi di dragaggio in assenza di qualsiasi autorizzazione. L’avvocato Buttignol in udienza aveva insistito sul fatto che non era compito della ditta di Sacile verificare l’autorizzazione «a meno che non sia scritto sul contratto» e che una recente sentenza della Cassazione aveva fissato nel 10% l’importo che si poteva sequestrare. La Polese in realtà aveva vinto l’appalto, ma non aveva eseguito materialmente i lavori che erano stati affidati alla Lmd di Malcontenta (Venezia) specializzata nei dragaggi.

Anche la Lmd è tra gli otto indagati e c’è pure il responsabile operativo della ditta a Monfalcone, Gianluca Boscolo Anzoletti di Chioggia. Nella lista poi il direttore dell’Azienda porto di Monfalcone che aveva appaltato i lavori, Sergio Signore anche in qualità di Rup. Poi il direttore dei lavori di manutenzione, Roberto Rusconi, Maria Pighin di Sacile legale rappresentante della Polese e lo stesso Pio Polese direttore tecnico dell’omonima impresa. Infine Pietro Giust della Direzione ambiente che aveva prima firmato poi revocato l’autorizzazione per i lavori che sono stati ultimati. —

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