Distretto di Trieste, le imprese che resistono tra tensioni geopolitiche e ricerca di nuovi spazi

L’evento del Piccolo all’Auditorium del Seminario Vescovile sulle migliori aziende del territorio. Alti investimenti, burocrazia e infrastrutture non sempre adeguate: le maggiori sfide indicate

Roberta Mantini
Uno dei momenti dell'evento a Trieste con protagonisti gli imprenditori e le aziende (foto Massimo Silvano)
Uno dei momenti dell'evento a Trieste con protagonisti gli imprenditori e le aziende (foto Massimo Silvano)

Fatturati in crescita, nuovi investimenti e una sfida comune: svilupparsi in un contesto economico segnato da tensioni geopolitiche, infrastrutture non sempre adeguate e burocrazia complessa. È il quadro emerso durante l’evento “Le 100 migliori imprese del distretto di Trieste”, terza tappa – dopo Gorizia e Pordenone – del ciclo dedicato alle economie locali organizzato da Nord Est Multimedia, gruppo editoriale che pubblica Il Piccolo, IlNordEst.it e altri cinque quotidiani tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Nella serata di giovedì 5 marzo, al Seminario Vescovile di Trieste, imprenditori e manager si sono confrontati sui risultati economici e sulle prospettive di sviluppo.

Per Innocente & Stipanovich, realtà storica operativa anche a Venezia, il 2024 si è chiuso con ricavi pari a 7,5 milioni di euro. «Il mercato degli appalti pubblici sta rallentando – ha spiegato Massimo Beltrame –. Il Pnrr ha portato risorse ma anche maggiore complessità. Per questo abbiamo ribilanciato parte dell’attività sul privato».

Guardando al futuro, la priorità resta adattarsi ai cambiamenti: «Le imprese devono essere resilienti e flessibili, investendo in tecnologia e nelle persone».

La specializzazione è la leva di Monticolo & Foti Impianti, che nel 2024 ha chiuso con 6,9 milioni di euro. L’azienda opera nell’impiantistica per il lusso tra Nord Italia, Toscana ed Emilia-Romagna. «Ci muoviamo in una nicchia molto particolare – ha raccontato Andrea Monticolo –. Il nostro approccio è “sartoriale”, realizziamo soluzioni su misura per ogni cliente».

Una prospettiva internazionale arriva da Huesker, gruppo tedesco presente in oltre 70 Paesi e attivo in Italia da 24 anni. La filiale triestina ha chiuso il 2024 con ricavi attorno ai 6,6 milioni, operando in soluzioni geotecniche e infrastrutturali. «L’unica strada è l’innovazione: offrire soluzioni tecniche sempre più avanzate e sostenibili».

Nel caso di Logica, attiva nel recupero dei materiali, la crescita passa attraverso l’economia circolare. Il fatturato è salito da 10 milioni nel 2022 a quasi 13 milioni nel 2024. «Il rifiuto è una risorsa», ha spiegato Roberto Tassi. «Recuperiamo circa 65 mila tonnellate all’anno e ci stiamo espandendo anche fuori regione».

Demus, azienda triestina attiva nella decaffeinizzazione del caffè con tecnologie di analisi della qualità, ha visto il fatturato salire da 8 milioni nel 2022 a 10 milioni nel 2024. «L’ultimo anno si è chiuso con una crescita del 15%, sostenuta anche dall’aumento del prezzo del caffè», ha spiegato Massimiliano Fabian.

Numeri in crescita anche per Samer Seaports & Terminals, che negli ultimi tre anni ha visto i ricavi salire da 31 a 34 milioni. «Nel 2025 stiamo andando molto bene – ha spiegato Guido Raso – ma la crescita è limitata dalla capacità infrastrutturale».

Nel recupero dei metalli opera Metfer, guidata da Diego Montrone, alla terza generazione. Il fatturato si mantiene tra 10 e 11 milioni, mentre gli investimenti crescono: «Negli ultimi anni abbiamo rinnovato attrezzature per circa 4 milioni grazie anche agli incentivi di Industria 4.0».

Step Impianti ha raggiunto nel 2024 i 33,5 milioni di fatturato. «L’obiettivo è arrivare a 50 milioni nei prossimi anni», ha spiegato Pompeo Tria. «Tra i progetti più rilevanti ci sono impianti di refrigerazione industriale in 52 Paesi e sistemi energetici che permettono alle navi in porto di spegnere i motori collegandosi alla rete elettrica».

Sul fronte della transizione energetica il gruppo Cosulich continua a investire in nuove tecnologie per il bunkeraggio. «Non crediamo che il futuro sarà legato a un solo carburante – ha spiegato Marta Cosulich – ma a una pluralità di soluzioni: metanolo, Lng, biofuel e altre alternative».

Il gruppo ha già varato la prima bettolina alimentabile a metanolo e prevede l’ingresso in flotta di nuove unità gemelle tra il 2026 e il 2027. «Sono investimenti importanti e oggi le infrastrutture sono ancora limitate, ma la decarbonizzazione resta una priorità».

Nel 2024 la società ha registrato uno dei migliori risultati della sua storia con un Ebitda di 59,7 milioni di euro; il 2025 dovrebbe chiudersi con volumi in linea ma margini leggermente più contenuti. «Il 2026 sarà soprattutto un anno di consolidamento dopo le numerose acquisizioni».

Per Illycaffè la sostenibilità resta invece il pilastro strategico della crescita. «Non esiste qualità senza sostenibilità – ha ricordato Olga Bologna – e per questo lavoriamo da anni con i coltivatori per diffondere pratiche di agricoltura rigenerativa».

Il cambiamento climatico ha inciso sui prezzi del caffè, ma il gruppo continua a crescere: dopo i 630 milioni di ricavi del 2024, anche il 2025 ha registrato una forte espansione dei volumi. Tra le direttrici di sviluppo c’è anche il rafforzamento internazionale, con un’attenzione particolare al mercato britannico. «Stiamo investendo molto per rafforzare la presenza a Londra e nel Regno Unito, un mercato chiave per la crescita futura».

Parallelamente il gruppo ha completato due acquisizioni strategiche, tra cui quella di un produttore di macchine da caffè, «per evolvere sempre più da una logica di prodotto a una di sistema».

Edilimpianti Trieste ha vissuto una forte espansione negli anni del Superbonus. «Tra il 2023 e il 2024 abbiamo ceduto oltre 100 milioni di crediti fiscali», ha ricordato Vincenzo Settimo. «Oggi l’azienda conta più di 300 dipendenti e punta sulla riqualificazione degli edifici e su nuovi cantieri. Gli obiettivi per il futuro sono grandi investimenti e un nuovo quartiere generale».

Dal punto di vista finanziario, Giuseppe Sartori di Banca 360 Fvg ha evidenziato come il sistema economico locale resti dinamico. «Dal nostro osservatorio il volume delle imprese supera i 160 milioni. Nonostante la fine degli incentivi edilizi, la domanda immobiliare resta sostenuta: molte persone vogliono acquistare casa a Trieste».

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