Divisi nel Ringraziamento Così Corona rivendica l’indipendenza da Mariano

il caso
/ MARIANO
Corona e la sua cittadinanza hanno trascorso oltre 30 anni di autonomia amministrativa dal Comune di Mariano. Una fase storica breve, ma vissuta con molta intensità e con quel senso di appartenenza che ha sempre caratterizzato la popolazione anche dopo la perdita dell’indipendenza. Uno spirito comunitario che è sempre rimasto vivo negli anni e che si manifesta oggi nella vita quotidiana e nelle feste tradizionali annuali (Patrono, Giornata del Ringraziamento, Falò epifanico). Il Ringraziamento di Corona è uno di quei momenti di appartenenza che hanno da sempre coinvolto la vita aggregativa del piccolo paese e alla quale nessuno ha mai voluto rinunciare. Ed è per questo che la manifestazione per la conclusione dell’annata agricola continua ad essere separata e distinta da quella di Mariano.
Da qualche anno l’Amministrazione comunale spinge per una festa del Ringraziamento unificata da svolgersi un anno a Mariano e uno a Corona e riunire così in una bella manifestazione tutti assieme gli agricoltori marianesi e coronesi. Anche perché complessivamente sono sempre meno numerosi. Ma gli agricoltori coronesi sono sempre stati contrari a questa ipotesi perché vogliono mantenere questa loro tradizione storica, simbolo anche della loro forte coesione sociale. È così anche quest’anno hanno orgogliosamente rispettato l’appuntamento che si è svolto domenica a Corona. «È l’unica festa che è rimasta nel nostro paese e, anche se siamo pochi, è bello festeggiarla nella nostra comunità. Non c’è nessuna rivalsa campanilistica», hanno sottolineato gli agricoltori coronesi.
La manifestazione si è svolta quest’anno in forma ridotta a causa dell’emergenza sanitaria, senza la benedizione dei trattori e solo con la celebrazione della Messa. Il parroco don Michele Tomasin ha messo in risalto il lavoro degli agricoltori, perché con intelligenza e saggezza non si preoccupano solo del guadagno ma si impegnano quotidianamente per coltivare e mettere sulle nostre tavole prodotti di qualità e genuinità. Per quanto riguarda l’annata agricola 2020 la stagione è stata buona. Specialmente in settembre e ottobre la vendemmia è stata ottima sotto tutti i punti di vista. Sono previsti meno quantitativi di vino per privilegiare la loro qualità che a Corona è ormai un marchio di fabbrica. L’aspetto negativo è l’emergenza sanitaria che ha creato disagi notevoli agli imprenditori vitivinicoli locali. Le vendite, a causa del lockdown, sono state minori rispetto al passato, anche perché i vini coronesi non sono venduti nella grande distribuzione ma nella ristorazione e nell’enogastronomia di pregio. La nuova chiusura crea ulteriori disagi che si spera di superare quanto prima con i nuovi vini e quelli ancora in giacenza. –
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