Domani i funerali di Agnul mobilitazione dei paesani per adottare i suoi animali

Un centinaio le bestiole accudite nella casa colonica Un’autopsia per accertare le cause della morte in considerazione dell’incidente



Saranno celebrati domani alle 13, nella chiesa di San Marco evangelista a Isola Morosini, i funerali di Angelo Danelut, morto a 87 anni mentre stava cercando di mettere in sicurezza un noce nel giardino della casa colonica nella frazione di San Canzian d’Isonzo in cui abitava. Giunto il nullaosta alla sepoltura dal magistrato che ha preso in carico l’indagine sulle cause del decesso, i parenti hanno potuto predisporre le esequie, mentre rimane la preoccupazione di amici e conoscenti sul futuro degli animali, da cortile e da affezione, e delle alberature e piante di pregio presenti nelle pertinenze della casa colonica, di proprietà di un’azienda agricola.

«Mi sono recato mercoledì pomeriggio per verificare le condizioni dei pavoni, tra gli animali che Angelo accudiva – spiega l’amico di Fiumicello, Diego Verzegnassi – e ho trovato una ruspa già all’opera. Avevo le chiavi, che mi aveva lasciato Angelo in caso di necessità, ma le serrature erano già state cambiate, com’è legittimo, s’intende». Confermato, quindi, l’impegno da parte degli amici a contattare, già ieri, il Corpo forestale regionale per una verifica sulle essenze arboree da tutelare e proteggere in base alle normative nazionale e regionali. Da parte di altri residenti della zona, in cui Angelo Danelut era molto conosciuto per il suo amore della terra, pare ci sia invece l’intenzione di avviare un’azione di protezione degli animali, almeno un centinaio, di cui si occupava Angelo Danelut, caduto il 24 giugno mentre stava cercando di valutare i danni subiti dal noce a causa del fortunale del giorno prima. Salito con una scala, forse anche per potare qualche ramo spezzato, Danelut, “Agnul” per gli amici, pare possa essere stato colpito al capo da uno dei cavi d’acciaio che aveva posizionato già alcuni anni prima per garantire la stabilità della pianta ed evitare danni a quelle circostanti.

Al pomeriggio del 24 giugno un amico, che si era recato nella cascina, in via dell’Amministrazione, l’ha trovato ormai privo di vita ai piedi dell’albero. Viste le modalità dell’incidente, sul posto si è recata la Polizia, che ha disposto la rimozione della salma e il trasporto all’ospedale San Polo, dove è stata effettuata l’autopsia per accertare le cause del decesso. Un tempo la famiglia Danelut lavorava a mezzadria alcuni ettari di terreno dei Brunner a Isola Morosini, dov’è presente da oltre 200 anni. Dopo i primi anni ’70 del secolo scorso, quando finalmente la pratica della mezzadria è stata abolita, i Danelut rimasero nella casa, dove attraverso una causa civile, un giudice aveva stabilito che Angelo poteva, assieme al fratello Enzo, abitare sino alla fine dei suoi giorni. Un diritto che era stato messo in forse nel 2014, quando due incendi, primo a un annesso e poi all’abitazione principale, dove la fornitura di energia elettrica era stata staccata, avevano danneggiato la casa colonica. Mai domo, Danelut aveva però fatto valere, con un legale, il titolo a rimanere nella casa in cui era nato e in cui voleva morire. —

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