Don Boscarol: «Si deve ripartire da formazione e salari più equi»



Dignità alla base di tutto. Dignità da restituire ai mestieri, agli operai e all'azione vera e sincera del sindacato. Nessun prosciugamento dell'indotto. Formazione e legalità alla base di tutto. È questa la riflessione di don Renzo Boscarol, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro dell'arcidiocesi di Gorizia, a qualche giorno dall'annuncio dell'ad di Fincantieri Giuseppe Bono dell'esigenza della società di assumere 6 mila persone entro il 2022, trovando, però, difficoltà a reperire la manodopera necessaria. Don Boscarol, classe 1944, nato a Ronchi da una famiglia di contadini e operai, ha ben presenti i cambiamenti che negli anni il mondo del lavoro del territorio ha subito.

«I vecchi cantierini, e non solo loro, quando venivano interpellati, con un gesto deciso indicavano la “barca” appena varata e commentavano “perché, quella, l’avete fatta voi o noi tutti del cantiere. - afferma don Renzo -. Solo il grande lavoro, di tutti, poteva conseguire risultati. Era cultura del lavoro in tutte le manifestazioni, operaio ed imprenditoriale. Quella che rischia di mancare». Il tema centrale per don Renzo dovrebbe così rimanere quello del «creare, insieme, le condizioni per il lavoro e per un lavoro che metta al primo posto la dignità». Ben vengano, quindi, le assunzioni preannunciate da parte di Fincantieri, di cui l'ad Bono ha evidenziato un ritmo di crescita del 10% all'anno, e non solo, prestando però attenzione anche ad altri aspetti, come quello della «tentazione di prosciugare l’indotto, sottraendo soprattutto formazione. Una prassi già vista», osserva. Di fondo, rimane o dovrebbe rimanere, in ogni caso, il valore da assegnare al lavoro, anche a quello operaio. «La soluzione - dice don Renzo - non sta nell’assunzione di politiche attive per assunzioni "a poca spesa di manodopera generica": promuovere una diversa cultura del lavoro implica prima di tutto la formazione, ma anche la politica dei salari, nuove professionalità reali frutto di nuovi modelli produttivi, di condizioni migliori di lavoro e di relazione industriali. Relazioni sociali significa anche politiche vere di rappresentanza sindacale». Temi questi di cui però poco si parla, secondo don Renzo, che a metà ottobre del 2016 fu con altri rappresentanti della Chiesa cattolica nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone per un incontro nell'ambito del Giubileo della misericordia. «Poco è stato fatto a partire proprio dalla valorizzazione, concreta, della dignità del lavoro», osserva, aggiungendo che questi sono pensieri e riflessioni che «ogni persona e ogni comunità sono chiamate a fare in questo tempo, per cambiare quanto prima». —





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