«Dopo il pugno in aula un coltello in carcere» È allarme al Coroneo
Un coltello che gira tra i detenuti. E un’aggressione sventata. Lo denuncia il Sippe, il sindacato di Polizia penitenziaria, citando un episodio avvenuto nei giorni scorsi al Coroneo.
La vicenda riguarda la coppia di pregiudicati responsabile della rapina al portapizze dello scorso inverno in via D’Alviano, appena condannati dal gup Luigi Dainotti.
I due malviventi si erano peraltro azzuffati proprio durante l’udienza, dopo che il giudice aveva pronunciato la sentenza.
«Pochi giorni fa durante l’udienza davanti – ripercorre Federica D’Amore, segretaria per il Triveneto del Sippe – uno dei due detenuti a giudizio ha sferrato un pugno al volto del suo coimputato appena sentito che il giudice aveva condannato il compagno non a cinque anni, come lui, bensì a tre anni. Soltanto l’intervento immediato degli uomini della scorta, benché fossero solo tre assistenti della Polizia penitenziaria di Trieste, invece dei cinque previsti almeno per scortare due detenuti, ha evitato una rissa in aula».
Ma il peggio si è verificato al rientro dei condannati al Coroneo. Un agente (addetto al monitoraggio dei detenuti che si trovano in cortile) si è accorto che uno dei due pregiudicati brandiva un coltello. «L’immediato intervento del collega – afferma D’Amore – ha permesso di recuperare l’arma ed evitare il peggio. Si tratta di un oggetto di circa 20 centimetri, rudimentale e composto con materiale di recupero ma in grado di nuocere. Pare che l’oggetto sia passato di mano in mano a diversi detenuti. Ci aspettiamo una seria riflessione sulla sicurezza dei nostri colleghi da parte dell’autorità dirigente – rileva ancora la sindacalista – e un riconoscimento del lavoro degli agenti quando, come in questo caso, si distinguono per la loro preparazione e capacità. Ci auguriamo – conclude – che senza ritardo vengano resi operativi tutti gli strumenti acquistati recentemente dalla direzione di Trieste a presidio della sicurezza». —
G.S.
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