Dopo l’integrazione dei porti ora tocca ai consorzi industriali

Non solo integrazione tra i due porti, Trieste e Monfalcone, ma anche dei Consorzi di sviluppo industriale: Trieste, Monfalcone e Gorizia.
È una sfida a tutto campo quella lanciata dalla Camera di commercio della Venezia Giulia che ieri a Gorizia ha riunito il Consiglio e ha avviato una riforma economica che vuole lasciare il segno sul territorio. È stato preso atto dell’offerta di acquisto delle aree dell’Azienda speciale del porto di Monfalcone da parte dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale che sta prendendo in mano la completa gestione dello scalo.
Un’operazione da 15 milioni di euro che l’Autorità di sistema verserà a rate in 10 anni all’ente camerale, che oltre alla vendita dei terreni (la stima fatta comunque è di circa 30 milioni) prevede la salvaguardia dei posti di lavoro dell’azienda che viene inglobata. Per il perfezionamento manca ora solo il via libera della Corte dei Conti.
Ma ieri il Consiglio camerale ha voluto spingersi anche oltre: integrazione oltre che dei porti anche delle aree industriali. Una strategia di sviluppo nella Venezia Giulia, spiega lo stesso ente camerale, avviata con l’unificazione delle Camere di Commercio di Trieste e Gorizia «che ha unito i territori geo-economicamente omogenei per fare un sistema economico ancora più competitivo, attraverso l’unificazione delle realtà e istituzioni economiche e sociali che quei territori rappresentano».
«Stiamo portando a compimento un percorso strategico definito con le categorie economiche – spiega il presidente Antonio Paoletti – che è iniziato con l’aumento di capitale in Interporto di Trieste per l’acquisizione dell’area Wärtsilä per la costituzione dell’area di porto franco Freeste. Stiamo proseguendo assieme al Comune di Gorizia per l’ingresso entro il 2019 di Interporto Gorizia – Sdag in Interporto di Trieste, per la definitiva integrazione della retro-portualità della Venezia Giulia e regionale».
Manca un tassello. «Va inoltre portato a termine - aggiunge il presidente - l’obiettivo camerale di unione dei Consorzi di sviluppo Industriale della Venezia Giulia. La Cciaa Vg è già presente con una propria quota di partecipazione nei Consorzi di sviluppo industriale di Gorizia e di Monfalcone, ma per facilitare il percorso verso il Consorzio Unico sarebbe opportuno l’ingresso dell’Ente camerale nel Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana (Coselag). Per tale ragione la Cciaa Vg chiede all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale di acquisire una quota significativa del Consorzio di sviluppo economico Locale dell’Area Giuliana, commisurata al peso delle imprese e delle Categorie economiche che rappresenta e che, complessivamente, nel futuro Consorzio Unico della Venezia Giulia dovrà essere pari almeno al 30% delle quote».
Non è finito: oltre all’integrazione dei Consorzi di sviluppo industriale, della portualità e della logistica il piano strategico camerale entro il 2019 prevede anche la fusione dei consorzi di garanzia fidi quali attori fondamentali a sostegno delle imprese per le nuove sfide economiche che consentiranno consolidamento e crescita economica nella Venezia Giulia. —
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