Dragaggi in area vietata, nave sequestrata

La motonave, del valore di due milioni di euro, è stata sequestrata, il comandante e l’armatore titolare dell’impresa sono stati denunciati.
È accaduto alcuni giorni fa, a seguito dei controlli eseguiti dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Udine, coordinati dalla Procura di Gorizia.
L’unità, appartenente alla società Polese, vincitrice dell’appalto per l’esecuzione dei dragaggi nell’area portuale di Monfalcone, nell’ambito dei lavori di manutenzione dei fondali della banchina, avrebbe eseguito operazioni di escavo in una zona inibita alla navigazione, in quanto non bonificata dagli ordigni bellici.
Dagli accertamenti dei Noe, sarebbero emerse altre problematiche circa le attrezzature in dotazione: in particolare, come è stato confermato dagli stessi inquirenti, si tratterebbe di un “pontone gru”, un battello allestito con gru, sprovvisto del collaudo tecnico annuale, oltre a ulteriori violazioni alle prescrizioni imposte dalle ordinanze della Capitaneria di Porto di Monfalcone.
Secondo quanto è stato riferito, circa le ipotesi di accusa si fa riferimento al «delitto colposo di pericolo», disciplinato dall’articolo 450 del Codice penale, nonché alla violazione delle normative in ordine alla sicurezza e alla salute degli operatori marittimi a bordo delle unità navali, considerando quindi anche la violazione del divieto di accesso nell’area interdetta.
La motonave rimane “sotto i sigilli” fino alla conclusione delle indagini tuttora in corso.
Un’attività, il dragaggio dell’area portuale affidato alla società risultata vincitrice dell’appalto esperito dall’Azienda speciale per il Porto, che si avvale di due unità navali. Una delle quali dunque è finita nelle maglie dei controlli del Nucleo operativo ecologico dei carabineri.
Fino all’altro ieri l’altra motonave dell’impresa appaltatrice risultava all’opera, continuando ad eseguire l’attività di escavo dei fanghi.
Una situazione delicata, anche in ordine alla gestione delle modalità organizzative dei dragaggi in atto, come in atto sono gli interventi di bonifica degli ordigni, secondo le zone ora soggette ai diversi interventi.
Resta peraltro da capire come e perché la motonave che è stata posta sotto sequestro abbia violato un’area interdetta ed evidentemente dotata degli opportuni e obbligatori cartelli di avviso. E quali quindi siano gli specifici compiti e tipologie di intervento che attengono alla ditta appaltatrice dei dragaggi. Tutto pertanto è da chiarire, in attesa degli sviluppi inquirenti e delle indagini coordinate dalla Procura goriziana, per le quali al momento permane il riserbo.
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