Ds e Dl: per il 2008 serve una profonda riflessione

Zvech: ma questo voto fa storia a sé. Ius: nulla è scontato. Maran: c’è una domanda di partecipazione
TRIESTE
Il centrosinistra nel Friuli Venezia Giulia mantiene sostanzialmente le posizioni. Ma quel problema politico affiorato già in campagna elettorale non poteva non emergere nella tornata amministrativa di ieri. Da una parte esiste la difficoltà con gli alleati di sinistra (Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi) del Partito democratico, dall’altro ci sono contraddizioni da non sottovalutare tra I Democratici di sinistra e la Margherita che devono dare vita al nuovo soggetto. Così è maturata la sconfitta a Gorizia ma anche a Maniago, dove il candidato dei Ds e quello della Margherita si sono sfidati alle primarie. Una maggiore coesione all’interno e all’esterno del futuro Partito democratico è quanto auspicano i vertici del centrosinistra soprattutto in vista del 2008.


Senza dimenticare che va recuperato quel rapporto con la società civile (e anche con le liste civiche) indispensabile per confermarsi al vertice della Regione, e che probabilmente il solo Riccardo Illy non può garantire. «Il primo dato è che si votava per le amministrative e quindi mi sembra riduttivo e fuorviante conferire alla consultazione un valore politico - spiega il segretario regionale dei Ds Bruno Zvech -. Detto questo non si può negare che in tutto il Nord il centrodestra abbia sfruttato il suo trend positivo riconquistando ad esempio Verona e Monza. Questo ha condizionato in parte anche il voto nel Friuli Venezia Giulia anche se anche in questa occasione le valenze locali hanno avuto un peso decisivo. Noi abbiamo vinto a Grado, ad Arta Terme e ad Aviano ma abbiamo perso Maniago. Come dimostra Gorizia comunque dove il centrosinistra riesce a essere coeso vince. Il voto dei cittadini, come ho ripetuto in più occasioni, non è contestabile. Ma sarebbe un errore rapportare il voto di ieri a quello delle regionali del 2008. Anche se il centrosinistra non può sottrarsi a una riflessione approfondita».


Sempre in casa diessina Alessandro Maran festeggia il successo di Alessandra Olivotto. Non solo perché la candidatura dell’ex aennina, sostenuta da Ds e Margherita (ma anche dalla Lega e da una parte di Forza Italia, è stata una sua idea ma perché quella scelta apre una strada nuova per il centrosinistra. Quella di provare, anche attraverso esperimenti che possono sembrare rischiosi o comunque irrituali, a stuzzicare i cittadini sempre più distanti dalla politica. «A Gorizia sapevamo che il centrodestra era prevalente - dice il deputato della Quercia - da Grado invece arriva un messaggio chiaro che non possiamo non recepire: c’è una domanda enorme di partecipazione da parte dei cittadini e la sperimentazione locale è fondamentale anche in vista del 2008. C’è una grande vitalità civica che il centrosinistra deve essere in grado di intercettare».


Il capogruppo della Margherita Cristiano Degano non è sorpreso dall’esito della tornata di amministrative in regione ma indica in un rapporto più coeso della maggioranza la via maestra per non naufragare o comunque compromettere le chance di vittoria tra un anno. «I risultati rispecchiano in modo abbastanza fedele quelle che erano le previsioni della vigilia - sottolinea il consigliere diellino - Il voto ci conferma che i sindaci uscenti hanno un grande vantaggio rispetto agli avversari e che quindi le amministrative non hanno una valenza politica pesante. È successo così anche in occasione delle politiche di un anno fa quando sindaci come Bolzonello sono riusciti a colmare dieci punti di differenza segnati dal centrodestra nelle politiche. Comunque lì dove il centrosinistra e in particolare Ds e Margherita sono riusciti a trovare un’intesa attorno a un candidato siamo riusciti a vincere.


È successo a Cervignano e anche a Grado. Il risultato di Gorizia, dove ne abbiamo fatte di cotte e di crude, è sotto gli occhi di tutti. È chiaro come il bipolarismo sia entrato nel sentire comune degli elettori e che quindi non si può andare in ordine sparso. Per questo in chiave 2008 dobbiamo sostenere senza tentennamenti e dubbi la candidatura di Riccardo Illy che è in grado di sconfiggere un centrodestra che si mantiene ben forte nel Nord del Paese. Il fatto che la Cdl continui a ottenere più consensi nella Lombardia e nel Veneto deve suonare come una campanello d’allarme. Dobbiamo tenere conto di questa situazione anche nell’ottica della costituzione del Partito democratico». E proprio in vista delle regionali che saranno il primo importante banco di prova per la «nuova creatura» arriva il monito del neo-segretario regionale della Margherita Antonio Ius. «È inutile cercare di nascondere il fatto che abbiamo sofferto soprattutto a Maniago e a Gorizia - spiega Ius - e siamo stati sconfitti. Dobbiamo analizzare con attenzione il dato elettorale come coalizione di centrosinistra. Il dibattitto deve essere aperto e costruttivo non solo tra Ds e Margherita ma dentro tutta Intesa democratica.


Anche se è evidente che stiamo scontando in questo periodo un trend favorevole al centrodestra perché gli sforzi compiuti dal governo-Prodi volti a risanare le finanze del Paese non sono popolari ma lungimiranti. Nel Friuli Venezia Giulia dobbiamo fare uno sforzo non solo per rendere forte il Partito democratico ma anche rinsaldare i legami con le forze che ci hanno portato a vincere cinque anni fa con Riccardo Illy. Noi anticiperemo rispetto al resto d’Italia il percorso del Pd ma dobbiamo renderci conto che la vittoria è tutt’altro che scontata. C’è ancora molto da lavorare in vista del 2008».

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