Due aziende pronte a insediarsi in zona Ezit

Le richieste sono di una start up in ambito tecnologico uscita da Area e di una ditta di logistica monzese
Di Silvio Maranzana
Lasorte Trieste 09/11/12 - Camera di Commercio, Firma Confidi Provinciali, Dario Bruni
Lasorte Trieste 09/11/12 - Camera di Commercio, Firma Confidi Provinciali, Dario Bruni

Una start up in ambito tecnologico avanzato uscita da Area science center di Trieste che potrebbe dar lavoro subito a una quindicina di persone e una ditta di logistica di Monza. Incredibile, ma vero: due nuove aziende hanno chiesto di insediarsi a Trieste nell’ambito dell’Ente zona industriale. In mezzo a ditte che chiudono e a imprenditori che tentano di cedere capannoni, la novità annunciata dal presidente dell’Ezit Dario Bruni produce un filo di ottimismo proprio nell’imminenza dell’uscita del bando per il completamento delle caratterizzazioni e delle analisi di rischio del Sito inquinato di interesse nazionale.

L’accordo di programma sottoscritto a Trieste il 25 maggio 2012 tra il Ministero dell’Ambiente e le amministrazioni interessate dopo infinite trattative protrattesi per molti anni e numerose bozze cestinate, sta finalmente per essere messo a frutto. «Entro una quindicina di giorni - spiega Bruni - dovremo ricevere dalla Regione la cosiddetta delegazione amministrativa che affida all’Ezit il diritto di procedere dopodiché potremo emanare il bando europeo che darà 90 giorni di tempo alle ditte interessate alla gara. Dopo le caratterizzazioni le aree che non risulteranno inquinate potranno essere subito restituite agli usi legittimi».

Per caratterizzazioni e bonifiche la Regione ha accantonato all’incirca 11 milioni di euro che ora saranno sbloccati. Il privato che ha inquinato dovrà però pagare la bonifica a proprie spese. L’Accordo di programma prevede inoltre che l’azienda che si è insediata su un sito già inquinato potrà accedere ai fondi pubblici ma dal momento che in questo modo i suoi terreni aumenteranno di valore, se e nel momento in cui li venderà dovrà restituire alla Regione i soldi anticipati. Tra le aree che devono essere ancora bonificate vi è anche quella di fronte a Pasta Zara. Su 40mila di questi complessivi 100mila metri quadrati ha avanzato una manifestazione d’interesse la Camera di commercio per insediarvi il Polo logistico che dovrebbe comprendere anche il nuovo Mercato ortofrutticolo trasferito da Campo Marzio.

L’enpasse sul Sin aveva reso finora estremamente problematici insediamenti di nuove aziende (poteva farlo solo chi bonificava a proprie spese com’è stato appunto nel caso di Pasta Zara), ma anche possibili ampliamenti di qualcuna delle 620 ditte che oggi risultano operanti all’interno dell’Ezit. Attualmente data la crisi, come sottolinea lo stesso Bruni, nessuna richiesta di ampliamento è pendente. Ma la pratica sui due nuovi insediamenti è già ben avanzata. La startup triestina si insedierà su un’area di 17mila metri quadrati nella zona di via Ressel all’interno del comune di San Dorligo della Valle. «Una new entry che ci darà doppia soddisfazione - commenta Bruni - perché dimostrerà anche come il settore della scienza e della ricerca possa creare immediate ricadute sull’industria e sull’economia locali. I 13-15 posti di lavori inizialmente previsti potrebbero a regime crescere anche considerevolmente». La seconda richiesta è per un’area notevolmente più estesa: 40mila metri quadrati e viene da una ditta di logistica di Monza. Il terreno si trova nelle parte alta di via delle Saline in comune di Muggia ed era stato parzialmente opzionato per usi propri dalla stessa amministrazione comunale muggesana che però potrebbe anche rinunciarvi.

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