Due terzi delle Provinciali dotate di catarinfrangenti

Non è un nome facile da ricordare. Si chiamano “prismi-catarinfrangenti”. Dietro questa cervellotica definizione si celano speciali dispositivi che possono salvare la vita a molti animali che...
Bumbaca Gorizia Catarinfrangenti Medea
Bumbaca Gorizia Catarinfrangenti Medea

Non è un nome facile da ricordare. Si chiamano “prismi-catarinfrangenti”. Dietro questa cervellotica definizione si celano speciali dispositivi che possono salvare la vita a molti animali che finiscono sulle strade e impattano contro le automobili. Non è la prima volta che se ne parla ma la Provincia è stata davvero di parola, utilizzandoli per abbattere al massimo gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici.

Illuminante è la lettura del grafico che riproduciamo a parte. Sempre nel report “Incidenti stradali causati da fauna selvatica nel territorio della provincia di Gorizia” di Alessandra Zanella e Michele Benfatto vengono riportati i dati relativi ai catarinfrangenti che sono stati posizionati lungo le strade provinciali. Complessivamente si tratta di 1.940 pezzi più 39 acustici. I dispositivi sono stati installati lungo la Cormons-Versa, la Brazzano-Mernico, la Gorizia-San Floriano del Collio, la Devetachi-Doberdò-Selz, la Monfalcone-Grado, la Gradisca-Moraro, la Sagrado-Savogna e a Gabria. In pratica, due terzi delle strade provinciali sono stati dotati di questi dispositivi che hanno reso la vita più facile ad animali e automobilisti.

L’intervento era stato sperimentato in varie realtà: l’animale si blocca e, quindi, non è indotto ad attraversare la strada. Ciò riduce i pericoli per gli automobilisti». L’altro obiettivo che si è posta (e ha portato a termine) la Provincia è stata la creazione di un’ulteriore banca dati per la “georeferenziazione” degli attraversamenti maggiormente a rischio. Quello degli animali in strada è un rischio reale, più volte segnalato sulle pagine di questo giornale.

Con l’arrivo della bella stagione, aumentano gli “avvistamenti”, per esempio, di cinghiali lungo le strade dell’Isontino e sulla linea ferroviaria Trieste-Udine. Con tutte le conseguenze facilmente prevedibili: frenate improvvise e rischi, tutt’altro che remoti, di incidenti. Il problema era stato sollevato a più riprese anche a Cormòns e dalla municipalità di Mossa. La richiesta (forte e unanime) era di installare, infatti, il cosiddetto pastore elettrico: un intreccio di fili percorsi da corrente elettrica che tiene lontani gli ungulati. In questi ultimi giorni - infatti - continuano a moltiplicarsi le segnalazioni anche alla redazione di persone che si sono ritrovate a percorrere, nelle ore serali, la strada regionale 56. È (più che mai) emergenza-cinghiali anche sulla linea ferroviaria Trieste-Udine.

(fra.fa.)

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