E dall’Osservatorio sparisce la quercia del 1800

Che fine ha fatto la sughera del 1800? Un giallo in piena Villa Bazzoni. Margherita Hack, già direttore dell’Oat, nel rilanciare Urania denuncia l’”albericidio” compiuto da ignoti nel parco della villa di proprietà dell’Osservatorio astronomico di Trieste, quello che a breve dovrebbe diventare comunale.
«Oltre al delitto perpetrato contro gli alberi della Val Rosandra, ne va segnalato un altro di cui non si è parlato affatto. C’era una volta, ma questa non è una fiaba, una centenaria “sughera” nel parco della Villa Bazzoni. Nessuno poteva tagliarla nè toccarla. Poi nottetempo è sparito un ramo alla volta. Alla fine è sparita anche la quercia», racconta la Hack.
La sughera, stando alle testimonianze del vecchio custode, fu piantata nel 1836, anno dell’inaugurazione di Villa Bazzoni ed era la più vecchia del Nord Italia.
La forestale regionale di Udine propose addirittura di inserirla tra i monumenti naturali del Friuli Venezia Giulia in modo da tutelarla. Ma come spesso accade non se ne fece nulla. Ora in effetti è troppo tardi. «Il misfatto è avvenuto sotto la precedente direzione dell’Osservatorio astronomico di Trieste», denuncia la Hack, che fa sapere di aver aperto un’indagine. «Voglio andare a fondo della faccenda» dice.
«Era veramente morta la sughera? Prima di tagliarla è stata chiesta la consulenza della forestale di Udine? E che fine ha fatto il tronco, prezioso reperto scientifico, oltre che storico?», si chiede l’astrofisica, che ora reclama il cadavere (il tronco) almeno per la scienza. Non si tratta di una cosa da nulla. Tutt’altro.
«Dallo studio degli anelli di accrescimento si ottengono dati importanti non solo sull’età dell’albero, ma anche sulle precipitazioni e sulle variazioni del clima, su eventuali attacchi di insetti e sull’inquinamento dal 1836» racconta Margherita. Per questo lancia un appello. « Se qualcuno è in possesso del tronco è pregato di riconsegnarlo proprio all’Osservatorio astronomico di Trieste. Dovrebbe essere esposto al più presto o presso lo stesso Osservatorio o presso il Museo di Storia naturale o, ancora, presso l’Immaginario scientifico - dice l’astrofisica -. Sempre che qualcuno non ci abbia fatto il fuoco». Sarebbe un pezzo di scienza finito in cenere. (fa.do.)
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