E’ di Valenti il record di preferenze

All’ex sindaco 623 consensi. Gentile (An) con 239 verso la carica di vicesindaco
Forza Italia pigliatutto. Il prossimo Consiglio comunale vedrà la partecipazione di ben 15 consiglieri azzurri sui 40 che compongono l’assemblea cittadina. Fra questi, ci sarà il recordman delle preferenze: l’ex sindaco Gaetano Valenti che è riuscito ad incassare qualcosa come 623 preferenze. Nessuno è riuscito a fare meglio.


I PIU’ VOTATI. Per trovare il secondo classificato come numero di preferenze bisogna «emigrare» nella lista di Alleanza nazionale: il segretario provinciale del partito di Fini Fabio Gentile ha incassato 239 voti. Un bottino consistente che dovrebbe valergli un assessorato pesante se non addirittura la carica di vicesindaco. Curiosa la perfetta identità di risultati fra i due secondi classificati di Forza Italia e Alleanza nazionale: Rinaldo Roldo (presidente del Consiglio comunalle ai tempi della giunta Valenti) e Francesco Del Sordi hanno incassato entrambi 208 voti, non uno di più non uno di meno. Buono anche il risultato della presidente (uscente) del Consiglio circoscrizionale Centro Silvana Romano Zamparo che ha avuto 143 voti personali. Il più votato in casa Udc è stato il leader provinciale Leonardo Zappalà che rientra in Consiglio comunale (è anche consigliere provinciale) assieme al compagno di partito Marino Zanetti. È rimasto - invece - al palo il consigliere comunale uscente Giancarlo Marega che nonostante abbia ricevuto il sostegno di 103 cittadini non farà parte di questo Consiglio comunale.


LEGA NORD E FIAMMA. Restando sempre nel centrodestra si registra il rientro della Lega Nord che avrà un suo rappresentante nella figura di Marina Francesca Colombo. È rappresentata anche la lista di Gorizia tricolore con Cosma che vedrà sedersi fra gli scranni consiliari il suo leader Sergio Cosma. «Sono l’unico che ha preso il 30% dei voti totali incassati dal mio partito. Da questo punto di vista sono il più votato», è il commento dell’esponente missino che ha scelto in questa tornata elettorale di essere parte integrante della compagine di centrodestra. Nessuna rappresentanza per i partiti minori della coalizione che sosteneva Romoli: Democrazia cristiana per le autonomie, Nuovo Psi, Pri non hanno guadagnato i voti necessari per poter esprimere un proprio consigliere. Una curiosità? Davide Comolli (Forza Italia), che aveva investito molte risorse in questa campagna elettorale, è riuscito a cogliere l’obiettivo di essere eletto in Consiglio comunale grazie alle 73 preferenze incassate mentre Giuseppe Ciotta (sempre del aprtito berlusconiano) è rimasto fuori per poco: ha incassato soltanto due voti in meno rispetto a Carlo Carruba.


CENTROSINISTRA. Spostandosi in casa Ulivo, il più votato è risultato essere Bozidar Tabaj della Slovenska skupnost che ha portato a casa 145 preferenze, seguito a ruota dal presidente uscente del Consiglio comunale e leader della Margherita 2 Federico Portelli che ha avuto quattro voti in meno. Eletto anche l’assessore comunale uscente alle Politiche comunitarie transfrontaliere Silvestro Primosig. L’altro assessore comunale della giunta Brancati che entra nel nuovo Consiglio comunale è Gianluca Pinto: per sole due preferenze ha vinto il duello «in famiglia» con Livio Bianchini che è stato il secondo più votato nella lista di Rifondazione comunista. La lista «trainante» di Andrea Bellavite (il Forum per Gorizia) schiererà tre consiglieri comunali: si tratta di Ales Waltritsch, il più votato di quella compagine con 121 voti, seguito dall’assessore provinciale alle Politiche comunitarie Marko Marincic e da Anna di Giannantonio. Progetto Gorizia potrà fare sentire la sua voce con Bernardo De Santis mentre lista Rosa e Gorizia democratica (il movimento guidato dalla pasionaria anti-multe Stefania Atti) non sono riuscite a totalizzare il numero di voti necessari per entrare in Consiglio. Come scritto ieri, è decisamente delusa dal risultato elettorale della propria lista Stefania Atti, che aveva creato il movimento Gorizia democratica, fermatosi sotto allo 0,77%. «La mia - ribadisce a chiare lettere - è un’esperienza al capolinea: la mia lista era nata per cercare di aiutare la città ma non ha ricevuto i supporti necessari. Gorizia ha confermato di essere una città abituata a piangersi addosso, capace di vivere solo con i sostegni dello Stato. Personalmente volevo lanciare un segnale nuovo, diverso. È andata male e allora me ne torno a casa».


DELUSIONI. Indubbiamente molto deludente il rendimento dei Popolari Udeur per Gorizia. L’unico candidato consigliere ad avere ottenuto voti è il capolista Giovanni Mattei che - peraltro - era stato «cooptato» dalla lista civica Per Gorizia. Per il resto, l’Udeur è riuscito nel piccolo (e poco invidiabile) record di non vedere altri candidati consiglieri votati. Male anche il Nuovo Psi: nemmeno l’arrivo in città del leader Gianni De Michelis è riuscito a portare voti al partito del garofano. L’ex sindaco di Torviscosa Edi Beltramini è stato il più votato ma il patrimonio incassato è risultato insufficiente a farlo eleggere. Non esaltante nemmeno il bilancio del movimento centrista dell’Italia di Mezzo. Il capogruppo Adriano Ruchini ha incassato soltanto 20 voti, superato da Giulio Giffoni con 49.


CONSIGLIERI. Faranno parte del Consiglio comunale anche i candidati sindaco Andrea Bellavite (movimenti extra-Ulivo), Giulio Mosetti (Ulivo), Erminio Tuzzi (polo centrista) e Donatella Gironcoli de Steinbrun (Cittadini per Gorizia) mentre Luigi Ferone e Giovanni Glessi non sono riusciti a raggiungere la partecentuale sufficiente. «Sono deluso - ribadisce Glessi -. Ma soprattutto sono preoccupato perché i goriziani hanno premiato la conservazione. Significa che la città non è ancora pronta a recepire espressioni politiche nuove. Ma non ci diamo per vinti. Questa è soltanto la prima prova: ci ripresenteremo e diventeremo più forti. Devo anche annotare che ha vinto un progetto politico vecchio che non ha affrontato il problema dello sviluppo dell’economia ma ha parlato soltanto di multe ai semafori, spazzatura e poco altro. È un vero peccato. La città, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha voluto che vincesse la conservazione». Tanti sorrisi a trentadue denti, quindi ma anche tanta delusione. Equamente spartita fra le varie liste che sfidavano Ettore Romoli.

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