E il Magazzino dei venti cerca una nuova casa

«Il mio sogno è quello di far crescere questo museo, che suscita tanto interesse e curiosità, perché non deve essere l’esercizio di un singolo ma deve essere al servizio della città». Chiaro il messaggio di Rino Lombardi (foto), il fondatore del Magazzino dei venti del Museo della Bora (nonché ideatore insieme a Federico Prandi della manifestazione BoraMata che si è conclusa ieri), ubicato dal 2004 in un piccolo angolo di via Belpoggio. Eppure, pur essendo piccolo, non sempre aperto e accessibile per le visite su appuntamento, quest’anno il numero dei 650 visitatori totalizzati nel 2017 è praticamente già stato raggiunto. Ecco perché Lombardi lo vorrebbe trasferire in un nuovo spazio più grande. «Abbiamo fatto una proposta per Casa Francol (l’edificio di via Crosada di proprietà del Comune, ora oggetto di un bando di project financing, ndr), dove inserire un’area per il museo e una struttura ricettiva – spiega Lombardi –. Sono convinto che debba mantenere una dimensione piccola, ma non come ora. È anche nell’interesse delle aziende». L’assessore alla Cultura Giorgio Rossi non si tira indietro: «Guardiamo ai musei cittadini a 360 gradi, anche a quelli privati. La mia intenzione è di fare in Porto vecchio un nuovo Polo museale che raccolga tutta una serie di realtà, tra cui quelle che già ci sono e altre che raccontano la città. E qui si può inserire anche il Magazzino dei venti. Adesso, infatti, stiamo progettando nel Magazzino 26 un’ala dedicata all’aspetto scientifico, pure con il professor Stefano Fantoni, che ci ha esposto l’idea di voler creare un parco scientifico». (be.mo.)
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