E il redivivo “Pilo” torna sul salotto buono

Simbolo di una delle tradizioni più sentite del Carnevale monfalconese, cioè la Cantada di sior Anzoleto Postier, il "Pilo", nella sua versione lanternone con cui gli austriaci sostituirono la precedente colonna celebrativa eretta nel ’400 dai veneziani, ritornerà in piazza della Repubblica.
«Lo farà però nell’ambito della ridefinizione architettonica complessiva della spazio e del resto del centro», spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Giuseppe Nicoli, deciso, assieme a tutta l’amministrazione, a evitare che il facsimile fatto realizzare dalla giunta Pizzolitto nel 2009 rimanga abbandonato ancora a lungo nel magazzino comunale di Panzano.
Già, perché l’acquisto del "Pilo" fu deciso oltre 7 anni fa, accogliendo la richiesta giunta, e sostenuta con oltre 400 firme di monfalconesi, dal Gruppo incontri bisiachi, come ricorda l’assessore alla Cultura Michele Luise. L’intervento rientrava in un piano di arredo della piazza, comprensivo anche delle fioriere, finanziato da un contributo di 45mila euro della Camera di commercio.
La spesa non si è tradotta però nell’installazione del lanternone a tre bracci e fanale centrale, nonostante, come ricostruisce il vicesindaco, nel 2010 altre spese siano state assunte nel bilancio comunale proprio per provvedere alla sistemazione della replica realizzata dalla ditta Neri.
Una procedura, a giudizio del sindaco Anna Cisint, che denota «quantomeno una superficialità nella gestione dei fondi pubblici e delle procedure». Intanto il "Pilo" rimane sistemato all’esterno del magazzino comunale di via della Marcelliana, la costruzione di inizio ’900 dell’ex macello.
Il "Pilo" è comunque in buone condizioni, visto che la copia, identica a quella di epoca austriaca, è stata realizzata in ghisa. Solo il basamento in pietra avrebbe bisogno di una pulita.
Il "Pilo" è uno dei simboli del periodo della Serenissima alla quale Monfalcone si arrese il 14 luglio 1420. Per celebrare l’avvenimento il nuovo governo fece erigere una colonna alta quattro metri che sosteneva il Leone di San Marco. Il monumento venne fatto abbattere nel 1797 dai francesi di Napoleone, quando invasero la città.
Quando poi fu il turno degli austriaci, essi vietarono persino la tradizionale processione intorno al "Pilo della Piassa" e la popolare festa, rimpiazzando la colonna.
Il postino Angelo Paolini il martedì grasso del 1884 si appoggiò al lanternone e iniziò a cantare. In quel momento nacque la "Cantada", una tradizione cui i monfalconesi rimangono molto affezionati al punto che la piazza, il giorno del martedì grasso, si rimpie letteralmente di persone.
Laura Blasich
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