E intanto in via Mazzini l’ex Hendrick’s rinasce grazie a Simone e Alessio

I due giovani goriziani hanno acquistato a luglio i muri del locale e sono pronti a lanciare il nuovo locale che si chiamerà “Blanco”
Bumbaca Gorizia 10.03.2019 Via Mazzini, Hendricks © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 10.03.2019 Via Mazzini, Hendricks © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Finalmente qualche luce, ma ancora diverse zone d’ombra. Le due facce di via Mazzini si possono descrivere in maniera piuttosto efficace limitandosi a passeggiare sul suo pavé e a leggere i cartelli esposti su alcune delle vetrine che vi si affacciano: da una parte, l’annuncio a caratteri cubitali di una nuova apertura, nei locali dell’ex Hendrick’s (lato bar), dall’altro la pubblicità dell’avvento di una tecnologia di qualche anno fa, il digitale terreste, che il tempo non è riuscito a rimuovere dalle vetrine di un ex negozio di elettronica.

Partiamo dalla nuova apertura. A lanciarsi nell’avventura è stato un giovane goriziano, Simone Zanini, che a luglio dell’anno scorso ha acquistato i muri dell’ex Hendrick’s bar, e che ne curerà la gestione insieme al socio Alessio Fanigliulo e alla loro FF events. Il locale è stato rivisto anche nel suo aspetto interno, con un intervento all’insegna del bianco e dei colori chiari. Da qui la scelta del nome “Blanco”. Inaugurazione prevista entro la fine del mese e nel primo periodo di attività, il locale sarà aperto solamente nei weekend, venerdì e sabato sera, proponendo come serata infrasettimanale quella del martedì, per ora non occupata da altre iniziative e quindi libera dalla concorrenza degli altri locali. In una seconda fase, “Blanco” sarà aperto anche di giorno, dalle colazioni agli aperitivi.

L’incognita più grande, guardando al passato della zona, rimane però il rapporto con il vicinato, sul quale i giovani imprenditori si dimostrano ottimisti. «Il nostro atteggiamento è quello di cercare il dialogo – spiegano i due soci – la nostra promessa è che saremo rispettosi non solo delle norme ma anche dei limiti che riteniamo giusto osservare in una zona residenziale. Ci siamo già adeguati alle normative sull’impatto acustico ed effettuato le rilevazioni sia all’interno del locale sia all’esterno. Crediamo che ci siano tutte le premesse per avere un rapporto di buon vicinato con tutti». Punto forte del locale saranno anche i dehors, che si estenderanno non solo davanti alla propria vetrata ma potranno occupare anche gli spazi davanti al vicino ex ristorante.

Via Mazzini, però, non è tutta qui. E nonostante la spinta delle ultime aperture, tra cui il bar Mazzini all’incrocio con via Crispi, le serrande chiuse e quelle aperte si pareggiano. Su un totale di 18 vani commerciali disponibili, ne abbiamo contati 9 aperti e altrettanti chiusi, in gran parte abbandonati. Tutte, paradossalmente, concentrate nella metà della via più vicina a piazza Municipio, quella che dovrebbe essere la zona più protesa al centro città e a un maggiore passaggio di persone. L’impatto visivo delle vetrine deserte dell’ex libreria Antonini, che ha radunato l’attività nella sede principale, o dell’ex gioielleria sotto la galleria, trasferitasi in corso Italia, resta notevole. Al pari delle saracinesche abbassate da decenni dei tre vani commerciali più vicini al Municipio, con al centro l’ex pasticceria Paulin. Sopravvive, infine, un altro storico esercizio commerciale come la drogheria di Luigino Vittori, aperta dalla metà degli anni Cinquanta, che però inizia a sentire il peso del tempo e di un commercio che è radicalmente cambiato. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo