È morto Giuseppe Boidi, il “nonno tuffatore” di Duino
DUINO AURISINA. Chiunque abbia frequentato il porticciolo di Duino durante l’estate lo conosce: un uomo anziano, la pelle scurita dal sole, che si tuffava con grazia dalle rocce più alte e s’infilava in acqua senza sollevare uno spruzzo. I ragazzini appollaiati sugli scogli lo guardavano a bocca aperta.
Era Giuseppe Boidi, spentosi mercoledì scorso alle soglie nel nono decennio di vita. “Bepi”, com’era conosciuto in famiglia, nasce a Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria, il 22 novembre del 1923. Il padre, militante comunista, era stato mandato a Trieste dalle autorità fasciste ed è lì che Giuseppe cresce come triestino patoco. Diventa geometra nel ’43 con il massimo dei voti. Sull’annuario scrivono di lui: «Ogni cosa sa e sempre seppe mancato professor Boidi Giuseppe». Iscritto all’albo dei geometri dal ’47, lavora alla costruzione di moltissimi lavori pubblici triestini per conto della Mari Mazzaroli, tra cui i Macelli Comunali. Nell’82 ottiene come pagamento del suo ultimo lavoro edile un terreno a Duino e costruisce da solo, mattone per mattone, la sua prima e ultima casa. Lì trova finalmente il tempo di coltivare le sue due passioni: la pittura e lo sport. I suoi quadri, famosi soprattutto gli scorci del castello di Duino visto dal Rilke, sono arrivati fino in Australia e America. Da trent’anni praticava anche bicicletta e canottaggio, sulla sua canoa azzurra da fiume veniva avvistato e salutato da terra e da mare. Secondo le sue volontà, la nipote Irene Festa organizzerà presto una mostra dei suoi quadri. I funerali si svolgeranno oggi alle 12 nella cappella di via Costalunga a Trieste.
Giovanni Tomasin
Riproduzione riservata © Il Piccolo








