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TRIESTE. «Il ballottaggio era prevedibile. Il risultato a livello regionale, con la vittoria della Serracchiani, mi faceva propendere per un esito secco anche alle comunali». Solo apparentemente...

TRIESTE. «Il ballottaggio era prevedibile. Il risultato a livello regionale, con la vittoria della Serracchiani, mi faceva propendere per un esito secco anche alle comunali». Solo apparentemente dubbiosa su come andrà a finire il ballottaggio, Gianna Malisani, ex assesssore della giunta Honsell e ora deputato del Pd, dice di aver pensato che il risultato ottenuto dalla Serracchiani potesse essere trainante per Honsell, ma osserva altresì che «è abbastanza normale che si vada al ballottaggio». E su come si risolverà si dice «abbastanza tranquilla sulla vittoria del sindaco uscente, anche se ci aspettano ancora quindici giorni di battaglie. Sono convinta - conclude - che risolveremo la partita a nostro favore».

Isidoro Gottardo, coordinatore regionale del Pdl, è più che soddisfatto per il fatto che Honsell e Ioan si affronteranno nel ballottaggio. «Ioan - sottolinea - ha dimostrato una consistenza vera come candidato, costringendo appunto Honsell al confornto diretto, dove il gioco diventa uno contro uno e quindi la partita si riapre».

Più in generale Gottardo osserva che il risultato del ballottaggio conferma il recupero del centrodestra. «Ora Ioan se la gioca fino in fondo, anche fino a qualche giorno fa tutto faceva sembrare che questa fosse una sfida impossibile. È un grande risultato, tutto si rimette in gioco».

Sui motivi per cui si è approdati al ballottaggio, Enzo Martines, ex vicesindaco di Udine, ritiene che «il centrosinistra abbia pagato qualcosa ai grillini, che hanno superato il 14%. C’è stata un’emorragia di voti in quella direzione - aggiunge - e ciò ha reso impossibile la vittoria al primo turno».

Martines sottolinea comunque che «le possibilità di vittoria di Honsell rimangono intatte. A una condizione però, e cioè che il centrosinistra torni compatto a votare. Non sono troppo preoccupato sull’esito - conclude - ma la campagna elettorale dei prossimi quindici giorni va fatta per bene, impostando sin da domani un’adeguata strategia».

Che il ballottaggio fosse prevedibile è l’opinione anche di Mario Pittoni, già parlamentare della Lega, il quale però avverte come «il risultato è tutto da vedere». E approfitta per chiedere quello che chiama un guizzo di fantasia agli elettori del M5S. «Siccome il movimento di Grillo parla di cambiamento - rileva Pittoni - per Udine un cambiamento starebbe nel fatto che gli elettori di Grillo votassero per Ioan. E questo - spiega - per cambiare una situazione che a Udine è stagnante da quando Honsell è sindaco».

Il perchè si sia arrivati al ballottaggio, sempre secondo Pittoni, è semplice: le forze in campo non sono più due ma tre, in seguito all’arrivo di Grillo, «che però a Roma ha già iniziato la sua fase discendente. I suoi elettori - conclude - si stanno spostando su Renzi, ma il sindaco di Firenze non ha un progetto politico al pari di Grillo».

(gi.pa.)

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