«È psicologicamente devastata forse si poteva intervenire prima»
il legale
Il dubbio resta di fronte alla grave condizione psicologica nella quale versa la sedicenne, presumibilmente insanabile.
Lo esprime l’avvocato Federico Cechet, anche a nome della madre, per la quale ha peraltro seguito l’intero percorso di separazione e divorzio: «Se avessimo cercato con maggiore attenzione le risposte a quei primi campanelli d’allarme lanciati quando era ancora bambina, risposte sulle quali aveva insistito la mamma, forse non saremmo arrivati a questo triste epilogo. Forse si sarebbe potuto quantomeno evitare che la giovane sprofondasse in disturbi ormai devastanti, e probabilmente irrecuperabili».
Il legale, che ha seguito passo a passo la drammatica vicenda, sente il dovere, morale prima ancora che professionale, di porsi domande e di analizzare il doloroso vissuto di una bambina alla quale hanno strappato la fiducia e l’innocenza dell’infanzia e dell’adolescenza.
«Fin da piccola aveva manifestato segnali e assunto comportamenti attraverso i quali cercava di esprimere qualcosa che evidentemente era più grande di lei. La madre è costernata, non si dà pace».
È forte la posizione assunta dall’avvocato Cechet che osserva: «Nel corso degli anni, dal 2013 fino a quest’anno la signora s’è trovata sempre nella situazione in cui da una parte vedeva la sua bambina in difficoltà, senza riuscire a coglierne la portata, mentre dall’altra si confrontava con un sistema burocratico e istituzionale che non ha permesso di cogliere pienamente questi segnali di allarme. Anzi, “pretendendo” che la mia assistita fosse la prima ad opporsi alla volontà della figlia di non vedere il padre. Lei voleva solo capire il motivo di questi segnali, senza peraltro mai sospettare la drammaticità di quanto poi si è rivelato. I contatti con il padre erano dovuti di diritto, nell’ambito del percorso di separazione e di divorzio».
L’avvocato Cechet quindi conclude: «Di fatto è stato trattato in modo “routinario” ciò che non lo era, ma gli spunti erano là e andavano indagati. La ragazzina s’è assunta l’intera responsabilità nella gestione di quanto le stava accadendo».—
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