È ripreso il riordino dell’archivio comunale 6 mila faldoni e registri

La documentazione complessiva è pari a 600 metri lineari e comprende il periodo che va dal 1900 fino ai giorni nostri
Bonaventura Monfalcone-10.12.2019 Archivio comunale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-10.12.2019 Archivio comunale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

/RONCHI

Prosegue certosino e senza sosta, a Ronchi dei Legionari, il lungo e delicato lavoro di riordino dell’archivio storico comunale. Un’operazione che, nel gennaio scorso, l’amministrazione comunale ha affidato alla Cooperativa degli archivisti e paleografi di Trieste, con una spesa di poco superiore ai 39 mila euro.

Dopo lo stop, anche in questo caso dovuto all’emergenza sanitaria, ci si è rimessi in moto attraverso un esame dettagliato degli elementi presenti, ma anche con un doveroso scarto di quei documenti che non hanno interesse storico o scientifico e che sono stati smaltiti a cura della Croce rossa italiana.

Tutto viene ispezionato con attenzione e, nel corso di quest’opearazione, ci si è anche addentrati nella ricerca di documenti relativi alla costruzione, negli anni Venti, dell’attuale palazzo municipale di piazza dell’Unità d’Italia. Un palazzotto di stile veneto che ha pochi eguali in regione e che è stato valorizzato negli ultimi anni anche con la recente ristrutturazione della sala dedicata ad Adriano Cragnolin.

Oggi come oggi l’archivio comunale è costituito dalla documentazione presente negli uffici e da quella conservata nell’archivio di deposito dell’edificio municipale, il tutto quantificabile in seimila unità archivistiche (faldoni e registri) pari a circa 600 metri lineari, cronologicamente compreso dall’inizio del 1900 ad oggi.

Anche l’ufficio tecnico richiede un lavoro più articolato dovuto all’attuale disposizione della documentazione, già oggetto di analisi nel corso del 2008, quando era stato compilato un elenco di consistenza dei faldoni presenti negli armadi, pari allora a 1.089 pezzi, corrispondenti a circa 110 metri lineari e che oggi è aumentata. I primi atti dell’archivio comunale risalgono al 1918.

Anche se la cittadina era già Comune autonomo nel 1850, nessuna testimonianza documentaria di quegli anni è rimasta conservata e ciò a causa dell’incendio che devastò l’archivio durante la Prima guerra mondiale.—

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