È scontro sul futuro delle pubbliche affissioni
Il futuro delle pubbliche affissioni fa discutere la seconda commissione presieduta da Caterina de Gavardo (FdI). La minoranza progressista e l’assessore alle Finanze Everest Bertoli si accusano a vicenda, di voler rispettivamente «esternalizzare tutto» e «statalizzare tutto».
Dal 1° dicembre i Comuni non hanno più l’obbligo di gestire direttamente gli spazi pubblicitari cittadini, eccezion fatta per le comunicazioni con finalità sociali. In commissione Bertoli ieri ha dunque illustrato una delibera, con cui si rinvia al prossimo 30 aprile la soppressione del servizio che ora è nelle mani di Esatto. E sulla proroga sono tutti d’accordo. Nel frattempo si effettuerà una «ricognizione» degli impianti pubblicitari esistenti, ha spiegato l’assessore, per capire se è più vantaggioso mantenere l’attuale gestione in house (cosa che potrebbe richiedere una modifica allo statuto di Esatto) o indire una gara per dare gli spazi commerciali in gestione a privati, dietro pagamento di un canone al Comune. E qui le vedute si diversificano. Per le opposizioni il testo, meno laico delle parole dell’assessore, sarebbe in realtà sbilanciato a favore dell’esternalizzazione: proprio per questo peraltro la delibera aveva di recente ricevuto il parere negativo di quattro circoscrizioni su sette. Tra i passaggi “incriminati”: «L’ipotesi che si ritiene maggiormente valida è quella di affidare a terzi la gestione degli impianti».
Per Giulia Massolino (Adesso Trieste) «la delibera include il preconcetto che conviene esternalizzare, il che non ci piace. Se poi le valutazioni diranno che conviene, non ci opporremo, ma non lo si può dare per scontato. L’analisi costi benefici dovrebbe poi tener conto di possibili ricadute occupazionali e impatti sociali». A ciò il capogruppo del Pd Giovanni Barbo ha aggiunto: «La norma nazionale è del 2020. Possibile che il Comune si muova adesso? Si è creato un vuoto gestionale. Finché la delibera non passa, le associazioni non possono prenotare gli spazi per i primi mesi del 2022. Sono stato contattato da diverse manifestazioni culturali». Così Bertoli: «I Comuni non sono più tenuti a gestire le pubbliche affissioni. Mi sarei potuto limitare a prenderne atto. Invece ho voluto avviare una ricognizione degli impianti pubblicitari. Capisco che l’idea di statalizzare renda felice Adesso Trieste, ma si può anche incentivare l’iniziativa privata, se ciò comporta un maggiore introito nella cassa comunale. Decideremo dati alla mano». La delibera è stata licenziata per l’aula con discussione. —
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