Ecco il piano di sostenibilità per rendere Trieste più green

Una città più sostenibile, piena di piste ciclabili, di gente in giro a passeggio anche in periferia. È il volto green che la VI Circoscrizione e diverse associazioni del territorio vorrebbero regalare a Trieste. Un nuovo aspetto di cui hanno discusso ieri pomeriggio, al Teatrino Basaglia, nel parco di San Giovanni. L’occasione era legata alla celebrazione della Settimana europea della mobilità, pensata per valorizzare un mondo più sostenibile. Ma l’evento è stato anche l’opportunità per puntare i riflettori sulla situazione a Trieste: «Nella nostra città gli spostamenti sono ancora troppo legati alle macchine - ha spiegato Alessandra Richetti, presidentessa della VI Circoscrizione-. L’effetto Covid non è stato positivo, si è abbandonato il trasporto pubblico per la paura del contagio. E le biciclette elettriche sono ancora troppo poche».
Insieme a Richetti, c’erano sul palco diversi dei rappresentanti che negli ultimi mesi hanno chiesto a gran voce una sterzata verso la mobilità sostenibile. Associazioni che lo scorso maggio hanno presentato all’Amministrazione un Piano per la mobilità urbana post-Covid, proprio per evitare un aumento del traffico pronosticato con la fine del lockdown: «Non è stato fatto nulla per evitare che i livelli di inquinamento tornassero a crescere - è intervenuto Riccardo Laterza, di Tryeste -. E ci dispiace non vedere nel pubblico il sindaco Dipiazza e l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli, che erano stati invitati a questo confronto».
Nel documento delle associazioni, si fa riferimento a misure come piste ciclabili, riorganizzazione dei bus, servizi di piedibus. Sono solo alcune delle idee sviluppate dal lavoro congiunto di più realtà. «Durante il lockdown abbiamo visto come sarebbe una città senza macchine, è stata l’unica nota positiva dell’emergenza, poteva offrire uno spiraglio per un futuro più sostenibile - ha detto Giulia Massolino di Ts4 -. Nella stesura del piano ci siamo avvalsi anche degli spunti lanciati dai cittadini, cui abbiamo chiesto di raccontarci i loro bisogni. In tantissimi hanno risposto. Segno che vivere in una città più sostenibile è un desiderio di molti». —
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