Ecco la nuova casa dove si aiutano 4 mila persone (300 sono minori)
Tiziana Carpinelli
C’è un tempo per seminare, un tempo per raccogliere. Ieri è stato il tempo delle messe, per l’Ambito socioassistenziale del Basso isontino, 4 mila assistiti di cui 300 minorenni, il 30-35% affetto da disabilità. L’équipe di 33 operatori, con ben 24 assistenti sociali, prima sparpagliata su quattro sedi ha infatti trovato ufficialmente dimora unica. Una casa born again, nata di nuovo, che fino a qualche mese fa – sfitta ormai da anni – stava ancora al grezzo, nel complesso del parco Rocca, mentre ora appare a tutti gli effetti un quartier generale gioiello, dotato di fibra ottica, ascensore, posto riservato alle auto di servizio, sale riunioni, confortevoli scrivanie e spazio sufficiente per la privacy dei colloqui. Pur con sei mesi di ritardo dettato in parte dal Covid-19 (l’ingresso era atteso ai primi di gennaio, come prospettato il 3 ottobre dal sindaco Anna Cisint) ieri si è alzato il sipario sui 750 metri quadrati del Servizio sociale di dieci comuni. Che, per la cronaca, nella pandemia non ha mai smesso di fornire prestazioni, sebbene ritarate.
La struttura si staglia sui due livelli (secondo e terzo piano) della prima palazzina al civico 1/D di via Rossini, l’immobile che precede l’Eurospar. Un’area con diversi punti per la sosta, non centralissima, ma ben collegata e facilmente raggiungibile da chi è costretto a rivolgervisi da Grado o Doberdò, per esempio. Infatti la struttura ha riscosso gradimento degli altri Comuni, presenti con diversi rappresentanti, tra cui il sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan, che si è complimentato per l’operazione a beneficio di tutti, rimarcando la disponibilità a concedere spazi ulteriori.
Una piccola parte dell’area era già nelle disponibilità, acquisita da Città mandamento: erano gli anni del sindaco Gianfranco Pizzolitto che nei primi Duemila sognava lì una cittadella dei servizi. Si tratta di 130 mq, mentre la rimanente parte è stata presa in affitto, con contratto di locazione della durata di 6 anni, rinnovabile per ulteriori 6, alla cifra di 65 mila euro annui più Iva, a carico dell’Ambito. E diritto di prelazione in caso di vendita, ché altrimenti sarebbero quattrini al vento. Tinteggiatura e refitting dei due livelli, adeguati a uffici, sono avvenuti a spese della ditta Tonon, costruttrice del Parco Rocca, progettato da Francesco Morena. Spese per 300 mila euro, infine, declinate ad arredi e dispositivi. All’1/D di via Rossini, intanto, già dalla prossima settimana gli sportelli (Pronto casa e amministratore di sostegno) saranno operativi e aperti al pubblico. Dopo il trasloco dal municipio, dunque una nuova maxi-operazione di sistemazione di operatori e amministrativi, afferenti l’ambito socio-assistenziale, prima spalmati su quattro aree: quella di proprietà del Csem in via Duca d’Aosta 66 e per la quale l’ente corrispondeva 34 mila euro, quelle dell’Angrafe, della casa albergo (un’operatrice per agli anziani) e, infine, quella di via Ceriani. La concentrazione di figure e archivi in un unico immobile consentirà l’efficientamento della macchina amministrativa, come spiegato da Cisint: «Le assistenti sociali avranno modo di confrontarsi costantemente». Contento il personale che «prima stava, in alcuni casi, in stanze obsolete e muffose». Infatti l’assessore alle Politiche sociali Michele Luise ha rimarcato la «scelta vincente di ridisegnare la trentina di postazioni con il contributo essenziale del personale». «Noi abbiamo fatto la nostra parte nell’integrazione socioassistenziale, ora tocca all’Asugi». Considerazione sposata dal direttore del Distretto Carlo De Vuomo. Del resto, come ha concluso nella benedizione il parroco don Flavio, «i muri sono importanti, ma l’uomo fa la differenza». –
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