Edifici in attesa di futuro e il nodo servizi nell’area Sacchetta–riva Traiana

Gli immobili da ripensare o sistemare fra via Ottaviano Augusto e l’Ausonia La giunta comunale punta sul trasferimento del mercato come passo chiave



L’asfalto sulla strada e i marciapiedi all’inizio sono di recente riqualificazione. Le aiuole son ben tenute. È dall’ex Museo del mare di Campo Marzio in poi che preoccupa residenti ed esercenti: edifici per lo più fatiscenti, pochi servizi e tanta solitudine. Dalla piscina Acquamarina all’ex Etnoblog, al Museo Ferroviario: la zona che va da via Ottaviano Augusto a riva Traiana, dove inizia il Porto Nuovo, attende da anni una completa rigenerazione urbana. Una questione che potrebbe diventare un prezioso asso nella manica dei candidati a sindaco della campagna elettorale 2021, un tema da inserire nel proprio programma.

Intanto ogni palazzo, oggi in mano a diversi proprietari, tra Demanio, Comune e Autorità portuale, ha una sua storia fatta di promesse, idee riproposte, stravolte e cambiate. Ma mai attuate. L’ultimo segnale di vita, che poteva attirare una mole di persone significativa, era il Museo del Mare. Il suo trasferimento è stato previsto in Porto vecchio. Così per la palazzina, di proprietà del Demanio, il Comune si è mosso perché rientri tra i suoi immobili. «Ma bisogna attendere che il nuovo governo nomini la Commissione paritetica Stato-Regione», dicono all’unisono il primo cittadino Roberto Dipiazza e l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi.

Nemmeno a farlo apposta, l’edificio confina con i 24 mila metri quadrati del Mercato ortofrutticolo, un altro sito che aspetta una nuova vita. Investitori che vengono e che vanno e intanto gli operatori che lavorano al suo interno si spazientiscono. E poi il Museo Ferroviario, che deve diventare il secondo d’Italia entro il 2022, avevano detto dalla Fondazione Fs Italiane. Un anno ancora, dunque, ma i lavori non sembrano proseguire. Mancano i soldi promessi dal Gruppo Fs Italiane con Regione Fvg e ministero? Non si sa, la Fondazione, contattata, per ora non risponde.

Il lungo cammino tra edifici fatiscenti continua. Con la piscina, sotto sequestro da due anni, da quando è crollato all’improvviso il tetto. Non un’anima nemmeno lì. E l’area del Pedocin, seppur manutenuta all’interno, resta all’esterno desolante, come l’ex area Cartubi: vetri spaccati, magazzini sventrati, masserizie accatastate.

In tutto questo si fa largo l’unico edificio portato a termine: la nuova Stazione a mare dell’istituto Nautico. Una costruzione alquanto contemporanea, costruita accanto agli edifici in stile asburgico e fascista. La lista continua con l’ex Etnoblog e l’edificio vicino, sede di operatori della logistica e del trasporto, per cui l’Autorità portuale, la proprietaria, ha previsto un restauro. «Ma non siamo in grado di dire ancora quando, daremo con il restauro comunque un contributo alla riqualificazione dell’area in generale», fanno sapere dall’Authority.

La riqualificazione generale per l’amministrazione Dipiazza parte invece dal mercato ortofrutticolo, ma si porterà a compimento nel post elezioni con in mezzo appunto l’incognita dell’esito del voto. L’obiettivo è di fare un parcheggio sotterraneo, che si abbini a quello del Molo IV, per sgomberare le Rive dalle auto. D’investitori, dice il sindaco, poi, per trasformare il sito del mercato ce ne sono. «C’è una progettualità di massima per rivedere tutta quella zona, ma ci sono di mezzo le tempistiche burocratiche», specifica l’assessore Giorgi. Al primo cittadino poi piacerebbe l’idea anche «di chiudere magari la via Giulio Cesare o qualcosa di simile, ci deve essere una nuova viabilità, ma tutto si deciderà dopo aver chiuso la partita ortofrutticolo ed ex Museo del Mare».

La Soprintendenza, dal canto suo, da tutti i progetti e le promesse in ballo per l’area, si aspetta che questo luogo «diventi un posto meraviglioso, non luogo di rovine e tristezza come adesso», commenta la soprintendente Simonetta Bonomi. E quando? Da addetta ai lavori pensa che ci vorranno almeno ancora cinque anni. E poi bisognerà fare un ragionamento anche sulla viabilità, ma ciò spetta al Comune: «È comunque una cosa che s’intreccia con il miglioramento dell’area, che attirerà la gente. Adesso è ancora presto». —



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