Elementari sature nella Bisiacaria Bimba di 8 anni resta senza classe

Doveva frequentare la terza a Monfalcone ma non c’è posto. E la mamma si rivolge ai carabinieri
Bonaventura Monfalcone-16.09.2020 Primo giorno-Scuola Sorli-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-16.09.2020 Primo giorno-Scuola Sorli-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

Laura Blasich / MONFALCONE

Le scuole primarie di Monfalcone e dintorni hanno iniziato l’anno scolastico all’insegna del tutto esaurito. Tanto da lasciare a casa una bambina di 8 anni, di origini rumene, ma nata in Italia e rientrata a Monfalcone all’inizio dell’estate dopo due anni trascorsi in Germania assieme alla sua famiglia. La mamma, Simona Capan, si è attivata subito per iscrivere il figlio maggiore di 12 anni e la minore di 8, rivolgendosi all’istituto comprensivo di competenza, l’Ic Giacich. Se il ragazzino è stato inserito senza alcuna difficoltà alle medie di viale Cosulich, per l’ingresso della bambina in una classe terza in una delle primarie del comprensivo (Duca d’Aosta, Toti e Sauro) sono emerse presto delle difficoltà. «Mi è stato detto che non c’era posto e che dovevo rivolgermi agli altri istituti della città e del territorio circostante – spiega la mamma –. Ho ottenuto la stessa risposta anche martedì mattina». Alla vigilia di un primo giorno di scuola che per la bambina non c’è ancora stato, perché, ancora ieri, la famiglia non ha ottenuto una risposta da parte delle altre realtà scolastiche del Monfalconese. «Ho ricevuto via mail, a dire il vero, un modulo per l’iscrizione alla scuola elementare Brumati di Vermegliano e spero a questo punto di inserire lì la bambina – afferma Capan –, anche se avrei preferito una scuola più vicino a casa. A questo punto però la cosa più importante è che torni a scuola, dopo che ieri ha visto suo fratello andarci, non capendo perché per lei invece non è possibile».

Esasperata, anche dall’atteggiamento dell’Istituto comprensivo Giacich che, dice, «avrebbe dovuto prendere in mano la situazione», la mamma martedì si è rivolta anche ai Carabinieri di Monfalcone, telefonicamente e via mail, per segnalare la situazione. Si parla del resto di obbligo scolastico il cui mancato rispetto Simona Capan vuole sia chiaro che in questo caso non può essere addebitato ai genitori, ma anche della tutela del diritto allo studio. «Non chiediamo niente di più – afferma la mamma – che questo diritto sia garantito. Siamo cittadini europei in Italia da vent’anni, a parte la parentesi in Germania, i bambini sono nati tutti e due a Mantova, mio marito è capo cantiere per un’impresa esterna di Fincantieri nello stabilimento di La Spezia, a Monfalcone siamo arrivati nel 2013 e qui mia figlia ha frequentato tutta la scuola dell’infanzia a Ronchi dei Legionari».

Nel primo pomeriggio di ieri la donna ha incontrato anche l’assessore comunale all’Istruzione Antonio Garritani, cui si era rivolta in mattinata pure nel tentativo di ottenere una soluzione. «L’ho ricevuta subito, anche se il Comune non è direttamente competente – spiega dopo l’incontro Garritani –. Mi sono subito attivato con l’Ufficio scolastico provinciale e con l’Istituto comprensivo che deve farsi carico di situazioni del genere, contattando le altre realtà scolastiche e indirizzando poi la famiglia». L’assessore, la cui compostezza di solito non viene mai meno, ieri non ha nascosto il proprio fastidio e disappunto. «Purtroppo questo è un problema che non nasce oggi e che avrebbe potuto essere risolto dal protocollo proposto durante gli scorsi mesi dalla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame – sottolinea –, ma che la maggior parte dei Comuni e degli istituti comprensivi non ha voluto sottoscrivere». Per le iscrizioni in corso d’anno, e solo a Monfalcone, veniva proposto che i genitori si rivolgano non direttamente alla scuola, ma a uno sportello incardinato nella segreteria del Cpia, Centro provinciale istruzione adulti, chiamato poi a trasmettere la domanda a una cabina di regia a conoscenza dei posti disponibili nel territorio di Gradisca, Fogliano, Staranzano, Ronchi, San Canzian e Turriaco. —

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