Elezioni europee in Croazia, vince l’Hdz

di Mauro Manzin
TRIESTE
L’Hdz, all’opposizione al governo, alleata con il Partito del diritto Ante Star›evi„ vince per un pugno di voti le prime elezioni europee in Croazia. Elezioni che passeranno alla storia non tanto perché hanno segnato l’esordio di Zagabria nell’agone politico dell’Europarlamento, ma piuttosto per la scarsissima affluenza alle urne pari a circa il 20% degli aventi diritto. L’Accadizeta, dunque, conquista il primo posto in questa tornata elettorale “monca” per 5890 voti di differenza rispetto ai socialdemocratici (Sdp) del premier Zoran Milanovi„ e si aggiudica 6 eurodeputati contro i 5 che sono andati agli uomini del premier. Un seggio, infine, se lo sono aggiudicati i laburisti-partito del lavoro (Hl). Il centrodestra, costituito a queste elezioni oltre che dall’Hdz anche dal Partito del diritto Ante Star›evi„ (Hsp As), e dal Blocco dei pensionati (Buz) ha così conquistato il 32,99% dei suffragi contro il 31% della coalizione di centrosinistra formata da Sdp, popolari (Hns) e pensionati (Hsu). Niente coalzione Kukuriku, dunque, quella che controlla il governo, perché la Dieta democratica istriana praticamente non partecipava ma si riconosceva nella Lista formata da Ivan Nino Jakov›i„, attuale presidente della Regione Istria. Il quale non ce l’ha fatta ad arrivare a Strasburgo. Così tra gli eccellenti che non ce l’hanno fatta figura anche il nome del campione olimpico di tiro al piattello Giovanni Cernogoraz, anche lui affiliato a Jakov›i„.
Nelle file del centrodestra la più votata è stata la rappresentante ultranazionalista della Hsp As, Ruža Tomaši„ con 62mila preferenze. Nella lista unica era al sesto posto ma è risultata la prima degli eletti. Assieme a lei altri 5 rappresentanti dell’Hdz andranno a Strasburgo. Sul fronte opposto, quello di centrosinistra, il più votato è stato l’ex ministro degli Esteri Tonino Picula con 105mila preferenze. Anche gli altri 4 neo-eurodeputati sono stati eletti tra le file della Sdp. Con il 5,75% dei suffragi l’ultimo eurodeputato se lo sono aggiudicati, come detto, i laburisti. Ecco dunque l’elenco degli eletti: Ruža Tomaši„, (Hsp As) Andrej Plenkovi„ (Hdz), Dubravka Šuica (Hdz), Davor Stier (Hdz), Ivana Maleti„ (Hdz), Zdravka Buši„ (Hdz), Tonino Picula (Sdp), Biljana Borzan (Sdp), Marino Baldini (Sdp), Oleg Valjalo (Sdp), Sandra Petrovi„ Jakovina (Sdp), Nikola Vuljani„ (Hl).
Ma, come ampiamente rimarcato da tutti, il vero vincitore domenica in Croazia è stato l’assenteismo. Alle urne si sono recati 745mila dei 3,7 milioni di aventi diritto nonostante i sondaggi avessero evidenziato un’affluenza prevista attorno al 40%. Quello registrato per le prime europee del Paese ex jugoslavo sono le elezioni con la minor affluenza dalla proclamazione dell’indipendenza (referendum compresi) e si colloca all’ultimo posto anche nella speciale graduatoria europea relativa al voto per l’Europarlamento. Ai neo-eletti croati il mandato a Strasburgo inizierà il prossimo 1 luglio quando la Croazia diventerà a tutti gli effetti la 28ma stella d’Europa e scadrà nel 2014 quando ci saranno le lezioni in tutti i 28 Paesi, quindi, Croazia compresa. Ma nella prossima tornata europea a Zagabria spetteranno 11 e non più 12 eurodeputati. La tornata elettorale di domenica è stata anche un test della tenuta della coalizione al governo. Ebbene, seppur di poco, ne è uscita con le ossa rotte, segno evidente che i cittadini hanno bocciato la politica fin qui espressa dal centrosinistra soprattutto a fronte della pesantissima crisi socio-economica in cui versa il Paese. Ma un test ben più probante sarà quello del prossimo 19 maggio quando, il dì di Pentecoste, i croati saranno nuovamente chiamati alle urne per le elezioni regionali. Qui l’affluenza sarà sicuramente maggiore. Ma di quanto?
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