Energia troppo cara un progetto del Csim per aiutare le imprese

Un progetto per far pagare di meno l’energia elettrica alle aziende e, grazie ai prezzi più bassi, rendere più appetibili le aree di insediamento per le industrie. Il costo dell’energia in Italia è del 30-40% più alto che nel resto dell’Europa e per trovare una soluzione il Consorzio per lo sviluppo industriale si sta preparando a uno speciale bando europeo (capofila la Regione) assieme a Informest-Agenzia per lo sviluppo e la cooperazione economica internazionale e altri partner (in Francia e Spagna). Si chiama “programma energia intelligente” e l’obiettivo del progetto, che parte a fine maggio e che durerà circa 30 mesi e per il quale sono stati stanziati centinaia di migliaia di euro, non è solo quello di ridurre i costi, ma favorire anche il risparmio energetico.
Si tratta di un programma innovativo che prevede una serie di azioni per le imprese: dall’adozione di nuovi strumenti e impianti per gestire meglio la distribuzione di energia (con sistemi di monitoraggio e di risparmio energetico), alla promozione di investimenti per l’efficienza energetica fino alla incentivazione delle imprese che puntano a sistemi di approvvigionamento da fonti rinnovabili (solare o altri sistemi). Ma si pensa anche, come ha già iniziato a fare Confindustria Gorizia-Trieste, a favorire la nascita di gruppi di acquisto, di energia elettrica sul mercato per le aziende. A conclusione del progetto il Consorzio potrebbe varare anche un servizio ad hoc per i contratti energetici con l’obiettivo di renderli più vantaggiosi e trasparenti, per una o più aziende.
L’iniziativa punta rendere molto appetibili le aree del Consorzio industriale disponibili per insediamenti produttivi grazie non solo ai prezzi minori dell’energia, ma anche alla presenza di una struttura in grado di andare a reperire le risorse energetiche sul mercato ai prezzi migliori e soprattutto di dare tutti i suggerimenti tecnici alle aziende su come consumare meno energia, in modo migliore, per far scendere la bolletta energetica oltre che le emissioni di Co2.
Quella dei costi dell’energia per le imprese è una vera e propria emergenza. L’ha ribadito pochi giorni fa per l’ennesima volta Confindustria che ha lanciato l’allarme sulle nebbie che ancora avvolgono un possibile governo che dovrebbe dare quanto prima risposta e soluzioni al paese che sta vivendo una situazione economica gravissima. Non solo l’energia in Italia ha prezzi del 30-40% superiori, ma nell’ultimo anno si sono registrati aumenti della bolletta energetica sino al 30%. Qualche esempio: nel 2012 il prezzo dell’energia all’ingrosso ha raggiunto i 75,5 euro per megawattora contro i 43,5 della Germania, ma bisogna aggiungere anche gli oneri di sistema, accise e imposte il cui peso è pari al 53% della bolletta energetica. Il paradosso è che se nell’ultimo anno il prezzo dell’energia all’ingrosso è sceso del 20% in compenso sono aumentati gli oneri impropri che negli ultimi tre anni sono saliti del 174%. «Oneri che non hanno uguali in Europa, una situazione che affossa ogni speranza di ripresa e fa chiudere le aziende». E molte imprese, a Monfalcone è sicuramente la Sbe in prima fila (ha investito oltre 6 milioni per un impianto di autoproduzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici) sono costrette a correre ai ripari da sole investendo nelle fonti rinnovabili con la speranza di veder rientrare la spesa con il risparmio energetico, la vednita di energia e le incentivazioni non sempre garantite.
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