Entro l’anno il Punto nascita senza confini

«Il Punto nascita transfrontaliero si farà. E contiamo di concretizzarlo entro l’anno. Il progetto sta andando avanti secondo quello che era il tabellino di marcia che ci siamo dati».
Marco Bertoli, direttore generale dell’Ass isontina, spazza via il pessimismo e scandisce la tempistica di quello che è destinato a diventare il primo reparto italo-sloveno. «Abbiamo appena completato la stesura di una proposta operativa che andremo a condividere con i colleghi d’oltreconfine. Si tratta di una ricognizione interna relativa ai percorsi pre e posto-partum. Entro maggio - spiega Bertoli - promuoveremo 4 giorni di formazione sul campo: il nostro personale per due giorni andrà alla “scoperta” del reparto di San Pietro, nelle altre due giornate accadrà l’inverso con i colleghi sloveni ospitatio nella nostra struttura. L’obiettivo? condividere metodologie pratiche».
L’Azienda sanitaria isontina non si è smossa di un millimetro rispetto all’idea iniziale. Le future mamme goriziane si serviranno del reparto dell’ospedale di Sempeter-Vrtojba: prospettiva che il sindaco Romoli non ha mai gradito, parlando sempre della necessità di prevedere la coesistenza dei due reparti. Chi vincerà? «Stiamo lavorando con le anagrafi per riuscire a concretizzare l’escamotage per cui il bimbo italiano che nascerà in Slovenia vedrà apparire sulla carta d’identità la dicitura “nato a Gorizia” - ribatte il direttore generale -. Del resto, alternative non ci sono: in quel nosocomio si registrano 800 parti all’anno e tutto è a norma». Gorizia darà il suo contributo nel percorso nascita.
Intanto, il reparto del San Giovanni di Dio continuerà ad operare. Rimarrà aperto sino a quando non sarà concretizzato il reparto transfrontaliero. «Siamo riusciti, nei limiti del possibile, ad aumentare il livello di sicurezza aumentando un turno di ostetriche - aggiunge Bertoli -. Pertanto, oggi mi sento un po’ più tranquillo».
Concetti espressi, seppure in maniera più succinta, nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio dedicato alle prospettive della sanità transfrontaliera: incontro che ha visto, da una parte del tavolo, i vertici dell’azienda sanitaria, dall’altro una delegazione della Verein der Verwaltungsdirektoren, l’associazione che riunisce i direttori generali delle aziende sanitarie austriache. La delegazione, ospite dell’azienda isontina, era guidata dal dott. Karl Wulz, presidente dell’associazione. L’incontro, promosso da Sanicademia Geie che era presente con il professor Alessandro Faganel, è stata un’occasione importante nello sforzo che l’Ass isontina sta compiendo in vista di una visione internazionale della diffusione dei servizi sanitari. Non ha voluto mancare il direttore centrale della Salute Gianni Cortiula.
Bertoli, dal canto suo, ha specificato che l’intento è quello di allargare sempre di più la collaborazione nel campo transfrontaliero con la vicina Slovenia: dalla cardiologia all’utilizzo delle ambulanze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








