Era stato espulso, finisce in manette
Si chiama Goran Radanovic, 35 anni, cittadino bosniaco. È stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile per inosservanza del decreto di espulsione. Gli agenti lo hanno bloccato in città nel corso di un normale controllo.
Ma lo conoscevano già da tempo. Infatti il nome di Goran Radanovic era qualche anno fa finito nell'indagine sulle sparatorie avvenute nel rione di San Giacomo.
Nell'appartamento del bosniaco, infatti, era stata trovata una pistola simile a quella da cui erano partiti i colpi esplosi nel giugno del 2005 in via Vecellio e via della Guardia. L'arma era una “Sig Sauer”, un modello da guerra costruito in Svizzera. L'ipotesi di un collegamento tra Radanovic e le due sparatorie, tuttavia, rimase in piedi per poco tempo: le indagini, infatti, scoprirono che la pistola sequestrata nell'abitazione del giovane era una calibro 9, e non una calibro 7.65 come quella usata in via Vecellio e via della Guardia.
Ma Goran Radanovic era stato arrestato nel 2007 dagli agenti del commissariato di San Sabba per furto. Radanovic e un complice avevano colpito in un'abitazione di via Monte Canin. La loro presenza era stata però notata da un residente che, insospettito, aveva dato l'allarme.
Alla vista degli agenti Radanovic e l’altro avevano cercato di darsi alla fuga, ma senza successo. Sottoposti a perquisizione, erano stati trovati in possesso di diversi arnesi da scasso e degli oggetti rubati poco prima in via Monte Canin. Nei loro confronti era così scattato l'arresto con l'accusa di furto aggravato. (c.b.)
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