Eroina e cocaina su ordinazione Smascherati i pusher “take away”

Un’altra spallata al giro di droga in piazza Libertà. La Squadra mobile ha arrestato tre spacciatori di cocaina, eroina e hashish che gravitavano nella zona: un trentatreenne italiano (A.S. le iniziali) residente a Trieste e con precedenti, una diciottenne triestina (S.F.) residente nel rione di San Giacomo e un altro iracheno (G.R.) richiedente asilo.
Le indagini, dirette dal pm Federico Frezza, rientrano nel filone investigativo imboccato lo scorso maggio, quando gli agenti della Mobile avevano ammanettato un venticinquenne iracheno (M.Z.D.M. le iniziali, detenuto in carcere) e una trentacinquenne italiana residente a Valmaura (M.P.) finita ai domiciliari). I due arrestati dell’ultima operazione sono stati pizzicati spesso in compagnia di altri spacciatori e di vari consumatori di droga. Si davano appuntamento nell’area della Stazione e all’interno del Silos. Zone in cui, a marzo, le indagini del pm Frezza avevano scoperto altri pusher. In quei mesi la triestina S.F., seppur appena maggiorenne, era stata trovata in possesso di alcune dosi di eroina che aveva poco prima acquistato a Mestre col fine di rivenderle a Trieste. Ma era il trentatreenne A.S. a gestire lo smercio: raccoglieva le ordinazioni di vari consumatori e si recava sistematicamente con la propria auto in Slovenia. Lì comprava la droga “al dettaglio” da consegnare ai clienti a domicilio. Talvolta l’uomo provvedeva ad accompagnare oltreconfine alcuni acquirenti: un servizio, questo, per il quale si faceva pagare con soldi o parte della cocaina acquistata. Dall’inchiesta della Mobile è emerso che l’anello di congiunzione tra gli indagati era l’iracheno M.Z.D.N. arrestato a maggio. Il connazionale G.R., richiedente asilo, è stato sorpreso invece mentre vendeva hashish a un minorenne nei pressi di viale XX Settembre.
Dal Consiglio regionale, intanto, il capogruppo Claudio Giacomelli e il consigliere Alessandro Basso chiedono test anti droga nelle scuole: «La giunta si attivi al fine di sferrare una vera offensiva nei confronti dello spaccio con la predisposizione di esami delle urine o dei capelli negli istituti superiori». —
G.S.
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