Esatto moltiplica gli utili e fa lo sconto al Comune di Trieste

La società Esatto, che fa appunto da esattore per conto del Comune e incassa Imu e Tarsu, rette di mense e asili, biglietti dei musei, nonché le multe, ha chiuso il 2012 con un utile netto «di 11 volte superiore al precedente esercizio 2011» come dice con efficace sintesi il presidente Fabio Scoccimarro per accompagnare la cifra di consuntivo, pari a 553.871 euro di guadagno (prima del pagamento delle imposte).
Il bilancio è stato già approvato dal Consiglio di amministrazione, ma deve ancora passare al vaglio dei soci, tra i quali vi è anche l’impresa privata Aipa spa che fa il medesimo mestiere con sedi principali a Roma e Milano, e che ha pure due membri in cda. In questa valle di lacrime dove nessuno ha più soldi e se qualcosa nelle tasche si muove è di solito una frana verso perdite e debiti, un risultato eclatante che secondo Scoccimarro ha anche delle particolarità superiori: «Se il nostro principale cliente non fosse il Comune, ma un esterno privato, questo utile sarebbe stato quasi del doppio». Dov’è il punto, dunque? Forse noi finanziamo molto anche la Esatto?
Intanto la prima risposta è, da parte del presidente, un bel “no”, e la seconda è una buona notizia proprio per i cittadini: dalle parti di piazza Sansovino (la scomodissima sede di Esatto, su cui pure ci sono però interessanti novità) il sindaco Roberto Cosolini è riuscito a spuntare uno sconto sulle percentuali che la società esattrice riscuote per sè, per mantenersi e ripagarsi dei servizi resi. E l’azienda ha accettato di guadagnare di meno per aiutare il bilancio municipale. Stringendo e tagliando spese a casa propria, pur avendo anche assunto i dipendenti della soppressa Amt, l’Azienda della mobilità territoriale, che con altra recente mossa il Comune ha tagliato, trasferendo la gestione contabile dei park a pagamento pubblici proprio alla Esatto.
Quel che Esatto ha accettato di calare è la quota di remunerazione percentuale sulla riscossione dell’Imu: «È dell’1,7% sulle cifre incassate. Il calo chiesto, e finora accettato dal cda (ma ai soci spetta poi l’autonomo giudizio) non è ancora calcolato in percentuale, ma equivale a qualche centinaio di migliaia di euro all’anno». Fin qui l’Imu portava a Esatto 980 mila euro per anno. «Nonostante gli aggravi per la gestione delle nuove imposte comunali - sottolinea Scoccimarro - il cda di Esatto ha deciso di non chiedere al Comune un aumento dei corrispettivi, ma di ridurli, in funzione dei significativi miglioramenti e dell’ottimizzazione dei costi di struttura della società. Possiamo quindi considerare positivamente raggiunto un buon livello organizzativo e strutturale, funzionale a nuove linee di sviluppo strategico nel territorio, e a un buon servizio reso al Comune di Trieste e ai cittadini tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








