Escavo, vertice a Roma sulla Via

Oggi dal ministero dell’Ambiente la parola definitiva sull’iter del progetto

Escavo del canale di accesso al porto di Monfalcone, oggi a Roma, al ministero dell’ambiente una riunione per far il punto sull’iter, ma soprattutto per mettere una parola definitiva alla necessità o meno della Valutazione di impatto ambientale (Via) statale per il dragaggio dei fanghi e il successivo deposito nella cassa di colmata. Una risposta fondamentale che, nel caso non fosse necessaria come molti sostengono, si rivelerebbe fondamentale per rendere più veloce e immediata la procedura vista l’urgenza degli operatori di veder scavato il canale per far entrare le navi con maggiore pescaggio.

L’Azienda speciale porto, che ha la responsabilità del progetto, ha incaricato il Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone (Csim) di preparare il progetto esecutivo e, nonostante, come detto il parere contrario di molti tecnici ed esperti, ad iniziare dallo stesso Csim che hanno sostenuto finora l’inutilità di intraprendere questo percorso della Via che comporta iter burocratici lunghissimi, ha voluto preparare ugualmente il fascicolo.

Un progetto, quello per il Via che è costato circa 90 mila euro e potrebbe rivelarsi inutile se oggi Roma risponderà che non serve e che potrà forse essere utilizzato come documentazione per il nuovo piano regolatore del porto.

Secondo la normativa basterebbe l’iter regionale attraverso la direzione ambientale per avere l’ok e avviare i cantieri, una posizione sostenuta anche dallo stesso ministero dell’Ambiente, in particolare gli uffici tecnici, al quale Il Piccolo ha chiesto una valutazione. «Gli interventi di dragaggio possono essere realizzati, previa caratterizzazione dei materiali e autorizzazione regionale e non sono assoggettabili a Via qualora si verifichino entrambe le seguenti condizione. Prima di tutto gli interventi di dragaggio sono conformi al piano regolatore vigente. Secondo, la cassa di colmata per il conferimento del maateriale dragato è regolarmente autorizzata per ricevere i materiali di tali caratteristiche e ha una capacità residua sufficiente».

Entrambe le condizioni per Monfalcone, stando a quanto si sa, ci sono e dunque non dovrebbero esserci problemi. Anche per quanto riguarda la cassa di colmata: si tratta infatti di un’area autorizzata visto che è stata già utilizzata per depositare fanghi di dragaggio.

Il vertice romano con i tecnici è previsto nel primo pomeriggio e una risposta potrebbe arrivare entro la giornata.

(g.g.)

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