èStoria dà voce ai Banditi

Si svolgerà a Gorizia dal 24 al 26 maggio la nuova edizione di èStoria, con oltre sessanta eventi

GORIZIA. Banditi. A piede libero o dietro le sbarre (ingiustamente o giustamente) poco importa: il giudizio, alla fin fine, lo daranno gli spettatori della nona edizione di èStoria. Che, ieri annunciata nel municipio di Gorizia, avrà luogo nel capoluogo isontino da venerdì 24 a domenica 26 maggio ospitando una sessantina di eventi (incontri, presentazioni, lectio magistralis e molto altro) e che, appunto, ha per titolo, e tema, “Banditi”, studiati in tutte le loro forme ed espressioni: dalla pirateria alle rivolte contadine dei secoli scorsi, dal brigantaggio italiano ai fuorilegge del west americano, dalle mafie ai terrorismi.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 24 alle 18 ai giardini pubblici di Gorizia. Di fatto, le danze, nelle tre giornate, seguite anche dai microfoni di Radio1 Rai, si apriranno già alle 9 per andare avanti ininterrottamente fino a tarda serata. Fra gli ospiti, molti stranieri, troviamo Alessandro Barbero, Lucy Riall, Irene Fosi, Massimo Carlotto, Mimmo Franzinelli, Nicola Tranfaglia, Stephen Turnbull, Barry Strauss e Anton Blok. Per quest’ultimo, docente emerito di antropologia culturale all’Università di Amsterdam, “il banditismo può essere descritto come un fenomeno intermedio tra il brigantaggio e la mafia”.

Non meraviglia, allora, come èStoria 2013 anche sulle mafie voglia concentrarsi. Con appuntamenti a cura di Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti in Italia delle dinamiche delle grandi associazioni mafiose, di Raffaele Cantone, magistrato italiano, da tempo impegnato in particolare nella lotta alla camorra, e di Don Luigi Merola, sacerdote, strenuo avversario della camorra del quartiere Forcella a Napoli, che lascia nel 2007, dopo aver vissuto sotto scorta per anni. Fra gli esponenti del mondo religioso c’è pure il cardinale Camillo Ruini che converserà con Armando Torno in un incontro su “Gesù tra i ladroni”; esso avrà luogo in una delle tende dei giardini pubblici di Gorizia, che accoglieranno la quasi totalità degli eventi del festival ideato dai fratelli Ossola, dove potremo vedere, e, soprattutto, ascoltare, altri ospiti come Gilles Kepel, David Abulafia, Khaled Fouam Allam, Giovanni Brizzi, Pierluigi Pirandello (figlio del pittore Fausto e nipote del Nobel Luigi), Giuseppe Casarrubea, Alan Knight, Gianfranco De Turris, Alberto Garlini, Giulio Giorello, Gian Mario Villalta, Alessandro Marzo Magno, Misha Glenny, Roberto Chiarini, Pino Aprile... Ci saranno anche Paolo Possamai direttore de Il Piccolo (nell’appuntamento finale dell’iniziativa dal titolo “O la banca o la vita”, con Federico Rampini) nonché i giornalisti del medesimo quotidiano Alessandro Mezzena Lona e Roberto Covaz.

Nè mancheranno volti noti, almeno per il grande pubblico, come Mauro Corona, Edward Luttwak, Giampaolo Pansa, Arrigo Petacco, Sergio Romano, Pino Scaccia, Giordano Bruno Guerri. Inoltre, la colombiana Elisabeth Gaviria Rojas, condannata a dieci anni per narcotraffico in quello che s’è rivelato un clamoroso errore giudiziario, parlerà dell’esperienza che l’ha vista assolta e risarcita un po’ come Giuseppe Gulotta, pure lui definitivamente assolto, racconterà i suoi 22 anni di carcere per un delitto mai compiuto (la strage di Alcamo Marina). Non ha bisogno di particolari presentazioni il più famoso bandito sardo del dopoguerra, “la primula rossa” Graziano Mesina, altro ospite di èStoria 2013. Ma, la rassegna, come si anticipava, non è fatta di soli incontri, tavole, rotonde, presentazioni. Da giovedì 2 maggio, infatti, sarà possibile prenotare un posto sull’èStoriabus. Che, venerdì 24, alle 14, ci condurrà sulle tracce dei Borboni passando per alcuni tra i più suggestivi siti di Gorizia e dintorni mentre il giorno successivo, alle 8.30, partirà alla volta dei luoghi della tragedia del Vajont, e, alle 9, punterà alla volta di Caporetto per comprendere il ruolo che nella battaglia ebbe Erwin Rommel prima che diventasse “La volpe del deserto”; quindi, domenica 26 alle 10 ci farà ripercorrere le tracce di Lucio della Torre, bandito settecentesco della nostra regione. Secondo una ormai consolidata tradizione nei tre giorni della kermesse, alle 8.45, “La Cicchetteria Ai Giardini” di via Petrarca, ospiterà “La colazione con la storia” a cura di Giorgio Dell’Arti, come non è nuova la collaborazione tra èStoria e pordenonelegge.it che ha visto nascere, grazie al sostegno di Banca Popolare FriulAdria-Crédit Agricole, due premi fra loro strettamente collegati: “La storia in un romanzo” e “Il romanzo della storia”; ebbene, quest’anno “Il romanzo della storia” verrà assegnato, sabato 25 alle 18, a Ian Kershaw, massimo esperto mondiale sul Terzo Reich. Uno spazio al civico 107 di corso Verdi accoglierà poi alcuni fumettisti quali, a esempio, Andrea Accardi e Paolo Castaldi, quest’ultimo anche a raccontare la storia di Maradona col tratto della sua matita. Ci saranno, infine, gli “aperitivi con la storia” a coinvolgere alcuni locali del centro per una manifestazione che, ormai, oltre all’indubbia valenza culturale, vuole promuovere Gorizia attirando visitatori. Anche a tal fine, oltre che, ovvio, per attrarre nuovi sostenitori, può risultare utile la recente costituzione degli Amici di èStoria, un comitato di sostegno nato, per volontà di Mario Brancati ed Elio Candussi, attorno all’associazione che organizza l’iniziativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:storiafestival

Riproduzione riservata © Il Piccolo