Estorsione, condannato a tre anni di reclusione

Un’ex guardia giurata aveva minacciato un imprenditore edile tentando di farsi dare dei soldi
Lasorte Trieste 20/07/10 - Foro Ulpiano, Tribunale
Lasorte Trieste 20/07/10 - Foro Ulpiano, Tribunale

Tre anni di reclusione. È questa la pena alla quale è stato condannato per estorsione Giacomo Sturniolo, 42 anni, ex guardia giurata.

A emettere la sentenza è stato il collegio presieduto da Filippo Gulotta e composto dai giudici Marco Casavecchia ed Enzo Truncellito. Che ha sostanzialmente accolto le richieste del pm. Assolto con formula piena Roberto Sardo (difeso dall’avvocato Maria Genovese), all’epoca dei fatti, socio dello stesso Sturniolo, assistito dall’avvocato Claudio Giacomelli.

In pratica è emerso che Sturniolo aveva ricattato un piccolo imprenditore edile che si era rivolto a lui per recuperare un credito di 190mila euro. Lo aveva fatto minacciando di rendere noto agli organi di stampa il contenuto di una conversazione compromettente, quella in cui l’imprenditore lo invitava a spaccare le gambe al debitore. «Così ti rovino la reputazione», aveva detto. E in cambio aveva chiesto 5mila euro.

La vicenda è iniziata nel marzo del 2010. L'impresario edile aveva informato i carabinieri del Reparto investigativo di via dell'Istria della richiesta di 5mila euro. I militari avevano pedinato l’ex guardia giurata e ne avevano registrato le parole. «La tua famiglia non la tocco, voglio duemila euro lunedì e altri duemila giovedì. Se fai puttanate, un dischetto con l'intercettazione finisce dove sai tu e si sentirà solo la tua voce...», aveva detto Sturniolo.

Il primo appuntamento tra i due era stato seguito attentamente dai carabinieri. Era il 13 marzo. Il secondo, avvenuto il 17, è stato risolutivo perché gli investigatori avevano fotocopiato in precedenza le banconote destinate a Giacomo Sturniolo e poco dopo gliele avevano trovate addosso. In quella occasione l'impresario edile teneva nascosto addosso un microfono con il quale ha registrato le richieste estorsive dell'ex guardia giurata.

Va aggiunto anche che, secondo l'accusa, Giacomo Sturniolo aveva tentato di giocare di sponda, oltre che con gli organi di stampa, anche con le forze di polizia. In altri termini, all'impresario che lo aveva ingaggiato per recuperare il credito aveva detto che avrebbe riferito ai carabinieri del suo via libera per spaccare le gambe al debitore insolvente.

Giacomo Sturniolo però ha sempre negato che i soldi trovatigli addosso dai carabinieri rappresentassero il prezzo dell'estorsione. «È quanto l'impresario mi doveva per gli incarichi che mi ha via via affidato», aveva dichiarato. Ma i giudici non gli hanno creduto. (c.b.)

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