Esuberi Burgo a Portopiccolo

DUINO AURISINA. E se Portopiccolo diventasse la “ciambella di salvataggio” della sessantina di esuberi della linea 1 della Cartiera Burgo? L'ex sindaco Giorgio Ret, oggi consigliere all'opposizione, preoccupato per l'evolversi della situazione allo stabilimento di San Giovanni di Duino - che negli ultimi mesi ha vissuto momenti durissimi per la vertenza accesa tra azienda e sindacati sul rinnovo del contratto di solidarietà -, la butta lì: «Il Comune deve farsi parte attivo con la proprietà della baia per provare a ottenere, o almeno chiedere, un impegno per il reinserimento nel mondo del lavoro di quegli operai che, a fine anno, potrebbero anche trovarsi senza un impiego». Eventualità finora scongiurata proprio grazie al rinnovo della solidarietà e allo spirito di sacrificio degli stessi lavoratori. Ma cosa serberà l'inizio del 2014 è tutto ancora da vedere. E secondo Ret è bene, davanti a possibili avversità, premunirsi.
E a chi gli ribatte che siamo in campagna elettorale e che lui è candidato con la lista a sostegno del governatore uscente, Autonomia responsabile, l'ex sindaco di Duino Aurisina così replica: «Nossignore, quest'idea la porto avanti da tempo, almeno un paio d'anni, e l'avevo accennata anche a Bulfon (portavoce di Portopiccolo, ndr). Sono al corrente che, per clausole contrattuali, la gestione dell'intera cittadella resterà in mano alla società di imprenditori per dieci anni, lasso durante il quale dovrà garantire i lavori di manutenzione, piccole riparazioni, carpenterie e via discorrendo: un'opportunità per i nostri cittadini, che l'ente locale deve assolutamente cogliere per la collettività». Interpellato in merito alla proposta di Ret, Cesare Bulfon ammette che «tra un anno senz'altro si verificheranno diverse opportunità di lavoro», ma nega “automatismi”, perché in alcuni settori (commercio ed esercizi pubblici in particolare) serviranno competenze specifiche e la ricerca della manodopera sarà magari affidata direttamente alle catene di negozi o al gestore della ristorazione. Ciò non significa però che non vi sarà uno spiraglio per disoccupati, residenti in loco, e in particolare nel settore manutentivo in generale, oppure alla sistemazione del verde.
«I posti in ballo, complessivamente, sono 250 e tra un anno verranno avviate le selezioni – spiega il portavoce Bulfon -. Quanto alla Cartiera, non c'è in tal senso un accordo specifico col Comune, né vi può essere. Tuttavia, se alcuni operai della Burgo rimasti senza lavoro dovessero riunirsi in cooperativa e proporsi per gestire le manutenzioni di Portopiccolo senz'altro guarderemmo con favore, come sempre abbiamo fatto per le realtà locali, a questa iniziativa. Ci sono sempre stati, infatti, l'impegno e la sensibilità ad offrire opportunità di lavoro a chi è più vicino».
«Il rammarico è per la scarsa lungimiranza di alcune amministrazioni in passato e non mi riferisco a quella di Ret – conclude Bulfon – fossimo partiti prima con il progetto di Portopiccolo ora questa realtà sarebbe già pienamente avviata e, proprio nel periodo della crisi, darebbe già delle risposte in termini di occupazione». Il riferimento, ancora una volta, alle lunghe battaglie che hanno caratterizzato negli ultimi anni lo sviluppo della baia di Sistiana. Su un punto la proprietà non ha alcun dubbio: Portopiccolo creerà “un suo indotto lavorativo e sarà l'unica realtà in grado di farlo nella provincia triestina”.
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