Ex uffici e negozi Ater sfitti, «odissea burocratica per ottenerne uno»

Un'odissea burocratica ed un clamoroso spreco. Quelli che l'associazione culturale Forum per Gorizia denuncia tirando in ballo l'Ater, e raccontando la paradossale vicenda a cui è andata incontro...
Bumbaca Gorizia 08.11.2011 Candidati primarie - Fotografia di Ilaria Tassini
Bumbaca Gorizia 08.11.2011 Candidati primarie - Fotografia di Ilaria Tassini

Un'odissea burocratica ed un clamoroso spreco. Quelli che l'associazione culturale Forum per Gorizia denuncia tirando in ballo l'Ater, e raccontando la paradossale vicenda a cui è andata incontro tentando di trovare una sede per le proprie attività. Sede che era stata individuata in uno dei tantissimi ex negozi o uffici di proprietà dell'Ater che ancor oggi si trovano, sfitti ed inutilizzatiper la città. «Anziché accogliere a braccia aperte le richieste di locazione, ed accoglierle senza troppe cerimonie ed a prezzi invitanti, l'Ater costringe chi offre una sua proposta ad affrontare una vera e propria odissea burocratica», specifica Andrea Bellavite del Forum, che ieri assieme ad un gruppetto di membri dell'associazione ha voluto manifestare, con tanto di cartello, davanti alla sede goriziana dell'Ater, in corso Italia. «In un primo momento abbiamo presentato la nostra domanda all'Ater, con una quota d'affitto stabilita da noi, come richiesto dallo stesso ente – spiega Bellavite -, per poi scoprire che, a posteriori, sarebbe stato comunque qualcuno dell'Ater, non meglio specificato, a stabilire se quella quota sarebbe stata congrua o meno. Non si sa, tra l'altro, in base a quali criteri. Alla nostra domanda non abbiamo ricevuto nessuna risposta, ma in compenso abbiamo scoperto, qualche tempo dopo, che era stato pubblicato un bando per l'affitto di una ventina di vani. Anche in questo caso i partecipanti al bando dovevano segnalare il proprio interesse, proponendo un affitto “congruo”. Il vincitore del bando, in base a criteri di prelazione stabiliti dall'ente, avrebbe poi ottenuto il locale pagando d'affitto la quota più alta tra quelle proposte da tutti i partecipanti». Un iter piuttosto macchinoso o poco chiaro. Che, in ogni caso, non si è ancora concluso, come spiega Bellavite. «L'Ater aveva assicurato che il percorso si sarebbe chiuso con l'assegnazione di mese in mese entro il giorno 10 del mese successivo, quando sarebbe partito il nuovo bando. Peccato che per marzo non si stata pubblicata alcuna graduatoria, e intanto sia partito già il secondo bando, sempre con gli stessi locali sfitti. Con procedure bibliche e farraginose, poco trasparenti ed inefficienti, che portano come risultato ad uno spreco clamoroso: ipotizzando che alcuni di questi locali siano sfitti da cinque anni, si può stimare una perdita di circa 150mila euro». Marco Bisiach

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